domenica 22 novembre 2015

GIUSEPPE SANTOMASO: LA MUSICA DEL COLORE - GALLERIA BLU, MILANO




GIUSEPPE SANTOMASO
LA MUSICA DEL COLORE
Galleria Blu
via Senato 18 - Milano
23/11/2015 - 12/2/2016

Torna alla Galleria Blu di Milano - a venticinque anni dalla scomparsa - Giuseppe Santomaso (1907-1990), artista che la galleria ha esposto fin dalla mostra “I pittori italiani al secondo Documenta di Kassel” del 1959, rappresentato in esclusiva fin dal 1969 e, successivamente, a partire dal 1984 fino alla morte. Quattro le personali a lui dedicate: “Le coordinate dell’immaginazione” (1987), “Le Strutture della memoria” (1990) e le due “Santomaso”, una nel 1971 e una nel 2000 (quest’ultima organizzata a dieci anni dalla morte).
Per venire alla mostra ecco un titolo che riassume la poetica di Santomaso – “La musica del colore” – che deriva direttamente dal pensiero dell’artista che lo utilizzò per una sua importante opera del 1987 che fu esposta alla Fritz Winter-Haus ad Ahlen nel 1993. Musica e colore, un connubio indissolubile nell’opera del maestro, la cui pittura vive di variazioni sonore di colore e di strutture a volte memori anche dell’architettura, ma sempre più spesso giocate su atmosfere e su ritmi che vivono di vibrazioni, di pause, di adagi e di allegri, di crescendo e di calando, nella ricerca di armonie che risolvono in bellezza ogni opera.
La rassegna documenta la ricerca condotta dall’artista veneziano attraverso capolavori dal ricco e internazionale curriculum espositivo come Tramonto sulla città industriale del 1955; Verso Matera del 1960 e Suite friulana n. 2 del 1963, per giungere agli anni Ottanta, dove particolare attenzione merita l’opera Contrappunto del 1984.

“Sulla superficie bianca della carta una forma si muove. Sosta un attimo, poi lentamente riprende il moto; cerca un punto, si capovolge, ruota ancora nervosamente, poi si arresta: quello è il “punto”. In quel breve percorso, in quello spazio limitato, un viaggio lunghissimo si compie, viaggio nel tempo, nella memoria, nel presente, dentro e fuori la coscienza. Una risonanza trova la sua eco, si accoppia come in un telemetro. Qualche cosa della vita è messo a fuoco”.

Nato a Venezia nel 1907, Santomaso si afferma nel secondo dopoguerra come uno dei maitres-à-penser del Fronte Nuovo delle Arti (1946). Ben presto, però, abbandonate le tematiche sociali e comincia a dipingere astratte tensioni e figurazioni emotive. Nel 1952 partecipa all’esperienza del Gruppo degli Otto (Afro, Birolli, Corpora, Moreni, Morlotti, Santomaso, Turcato, Vedova), detto anche degli astratto-concreti, secondo la definizione di Lionello Venturi. Nel 1954 vince il Premio Internazionale di Pittura alla Biennale di Venezia. Dopo la metà degli anni Cinquanta, si affranca completamente dal contenuto e dalla forma. La sua pittura, però, non risponde alle connotazioni drammatiche di quasi tutto l’informale, ma si sviluppa attorno ad una struttura sempre costituita, in quella ricerca di armonia ed equilibrio che caratterizza tutto il suo lavoro. Nel corso degli anni Sessanta Santomaso si libera dei pur sottili legami dell’informale per maturare una immagine fatta di emotività, di suggestioni spaziali e di vibrazioni luminose. Muore a Venezia nel 1990.

È prossima l'uscita del nuovo Catalogo Ragionato edito da Umberto Allemandi - in collaborazione con la Galleria Blu, Archivio Santomaso- e per opera di Nico Stringa, già curatore della mostra: “Giuseppe Santomaso e l'opzione astratta” che la Fondazione Cini di Venezia dedicò all’artista nel 2008.