mercoledì 25 novembre 2015

FILIPPO TUENA: MEMORIALI SUL CASO SCHUMANN - IL SAGGIATORE 2015




FILIPPO TUENA
MEMORIALI SUL CASO SCHUMANN
Il Saggiatore (12 novembre 2015)
Collana: La cultura

Il 27 febbraio 1854, in piena crisi artistica ed esistenziale, Robert Schumann esce dalla propria abitazione di Dusseldorf e si butta nelle fredde, nere acque del Reno. Salvo per miracolo, viene affidato alle cure del dottor Richarz e internato nel manicomio di Endenich, dove rimarrà fino alla morte, perseguitato da voci incorporee che lo accusano di non essere l'autore della sua musica e solo occasionalmente visitato da allievi e protetti, fra cui il prodigioso Johannes Brahms. Non rivedrà mai più l'amata moglie Clara e i figli. Intorno a questa follia - e alle enigmatiche Variazioni del fantasma, che Schumann sosteneva gli fossero state dettate dallo spettro di Franz Schubert - Filippo Tuena costruisce un romanzo a incastro, un congegno narrativo che dissimula la finzione e sfrutta sei punti di vista diversi - da un'anziana amica di Robert e Clara a Ludwig Schumann, affetto dallo stesso male del padre - per sondare il mistero che ancora circonda gli ultimi anni di Schumann e i suoi rapporti con la moglie e con Brahms, l'allievo dal volto angelico arrivato nella vita della coppia sei mesi prima del tentato suicidio e destinato a giocare un ruolo centrale non solo nella vita del Maestro, ma anche nella storia della musica. L'autore utilizza lettere, stralci di diari, partiture per raccontare una storia di arte e pazzia che ha i toni foschi di un romanzo gotico.

SAPERE E POTERE, 1980-2015 - ENTR'ACTE, GENOVA




SAPERE E POTERE, 1980-2015
Entr’acte
via Sant’Agnese 19R – Genova
26/11/2015 - 17/12/2015

Tra il 27 e il 30 novembre 1980 si è tenuto a Genova, a Palazzo Tursi, sede del Comune, “Sapere e potere” uno straordinario convegno promosso dall’allora assessore alla cultura, Attilio Sartori.
“I relatori” – si annotava a conclusione dell’incontro – “si sono avvicendati per quattro giorni nel proporre le loro linee sistematiche: non era una lezione in famiglia, era uno scambio a distanza (la distanza delle rispettive discipline), una lotta sorda tra posizioni concettuali diverse.
Chi erano? Filosofi e psicanalisti, sociologi e studiosi d’arte, e altri ancora; italiani, francesi e tedeschi; era presente l’Europa, che faceva il punto sul rapporto tra “sapere” e “potere” (Hans Dieter Bahr, Jean Baudrillard, Remo Bodei, Edoardo Sanguineti, Jacques Donzelot, Alessandro Fontana, Franco Fornari, Agnès Heller, Niklas Luhmann, tra gli altri)”.
Caratterizzato da un titolo d’impronta foucaultiana (ripreso da un numero di poco antecedente di Aut-Aut, la rivista diretta da Pier Aldo Rovatti), ma aperto ad una pluralità di posizioni e orientamenti, il convegno genovese è stato senza dubbio un momento importante di confronto teorico, precorritore, sotto certi aspetti, di problematiche politico-sociali venute in seguito in luce.
La mostra che il Museo del caos promuove nello spazio di Entr’acte - proseguendo nel lavoro di ricostruzione di momenti capitali della vicenda culturale genovese avviato con l’incontro del 2013 sulla rivista Il Marcatrè - si propone di rievocare quell’evento attraverso una serie di materiali (documenti, lettere, fotografie, relazioni, articoli e rassegne stampa) provenienti dall’archivio di Viana Conti, che aveva attivamente partecipato al suo coordinamento e curato successivamente la pubblicazione degli atti presso l’editrice Multhipla di Gino Di Maggio.
La mostra vuol essere, nel contempo, un omaggio ad Attilio Sartori, ispiratore di una stagione culturale di spessore autenticamente internazionale, a due anni dalla scomparsa.

Nella foto di Paola Mattioli: Julien Freund, Niklas Luhmann, Attilio Sartori, Hans Dieter Bahr, Agnès Heller, Giulio Giorello, Rossella Prezzo, Mario Perniola

martedì 24 novembre 2015

ENNESIMA - TRIENNALE DI MILANO




ENNESIMA
a cura di Vincenzo de Bellis
Triennale di Milano
viale Alemagna 6 - Milano
25/11/2015 - 6/3/2016

Dal 26 novembre 2015 al 6 marzo 2016 la Triennale di Milano presenta Ennesima. Una mostra di sette mostre sull'arte italiana, a cura di Vincenzo de Bellis. Non “una” mostra sull’arte italiana ma, letteralmente, “una mostra di mostre” che, attraverso sette percorsi, cerca di esplorare gli ultimi cinquant’anni di arte contemporanea in Italia raccogliendo più di centoventi opere di oltre settanta artisti dall’inizio degli anni Sessanta ai giorni nostri, in un allestimento che si estende sull’intero primo piano della Triennale di Milano.
Il titolo prende ispirazione da un'opera di Giulio Paolini, Ennesima (appunti per la descrizione di sette tele datate 1973), la cui prima versione è suddivisa in sette tele. Da qui il numero di progetti espositivi in cui si articola la mostra di de Bellis per la Triennale: sette mostre autonome, intese come appunti o suggerimenti, che cercano di esplorare differenti aspetti, collegamenti, coincidenze e discrepanze, nonché la grammatica espositiva della recente vicenda storico-artistica italiana. Sette ipotesi di lavoro grazie alle quali leggere, rileggere e raccontare l'arte italiana anche attraverso l'analisi di alcuni dei formati espositivi possibili: dalla mostra personale all'installazione site-specific, dalla collettiva tematica alla collettiva cronologica, dalla collettiva su uno specifico movimento alla collettiva su un medium fino alla mostra di documentazione. Non un unico progetto che cerchi a tutti i costi connessioni tematiche o stilistiche, cronologiche o generazionali, bensì una piattaforma che provi a ipotizzare la compresenza di questi formati e di altri possibili, per raccontare uno spaccato degli ultimi cinquant'anni di produzione artistica.

Artisti: Vincenzo Accame, Vincenzo Agnetti, Alessandro Agudio, Mario Airò, Yuri Ancarani, Giorgio Andreotta Calò, Francesco Arena, Stefano Arienti, Massimo Bartolini, Gianfranco Baruchello, Vanessa Beecroft, Alighiero Boetti, Monica Bonvicini, Lupo Borgonovo, Ugo Carrega, Elisabetta Catalano, Maurizio Cattelan, Giuseppe Chiari, Francesco Clemente, Roberto Cuoghi, Danilo Correale, Gino De Dominicis, Patrizio Di Massimo, Luciano Fabro, Lara Favaretto, Vincenzo Ferrari, Linda Fregni Nagler, Giuseppe Gabellone, Alberto Garutti, Francesco Gennari, Paolo Gioli, Massimo Grimaldi, Adelita Husni-Bey, Emilio Isgrò, Jannis Kounellis, Ketty La Rocca, Gruppo di via Lazzaro Palazzi (Mario Airò, Enzo Buonaguro, Matteo Donati, Stefano Dugnani, Giuseppina Mele, Chiyoko Miura, Liliana Moro, Andrea Rabbiosi, Bernhard Rüdiger, Antonello Ruggieri, Adriano Trovato, Francesco Voltolina), Marcello Maloberti, Lucia Marcucci, Nicola Martini, Fabio Mauri, Mario Merz, Marisa Merz, Eugenio Miccini, Luca Monterastelli, Liliana Moro, Maurizio Nannucci, Alek O., Martino Oberto, Luigi Ontani, Luciano Ori, Giulio Paolini, Pino Pascali, Diego Perrone, Alessandro Pessoli, Lamberto Pignotti, Vettor Pisani, Michelangelo Pistoletto, Paola Pivi, Luigi Presicce, Carol Rama, Pietro Roccasalva, Andrea Romano, Gianni Emilio Simonetti, Rudolf Stingel, Santo Tolone, Franco Vaccari, Francesco Vezzoli, Luca Vitone.

Ennesima sarà accompagnata da una pubblicazione in sette libri e da una guida-catalogo a cura di Vincenzo de Bellis ed edita da Mousse Publishing, che rispecchierà la divisione in sette parti della mostra e sarà arricchita da contributi, saggi e testi critici inediti, commissionati per l’occasione, a curatori e critici italiani delle ultime generazioni, che negli ultimi anni si sono distinti sia a livello nazionale che internazionale: Cristina Baldacci, Lorenzo Benedetti, Barbara Casavecchia, Laura Cherubini, Vincenzo de Bellis, Eva Fabbris, Luigi Fassi, Francesco Garutti, Massimiliano Gioni, Andrea Lissoni, Luca Lo Pinto, Francesco Manacorda, Simone Menegoi, Paola Nicolin, Allegra Pesenti, Andrea Pinotti, Alessandro Rabottini, Letizia Ragaglia, Nicola Ricciardi, Alberto Salvadori, Marco Scotini, Andrea Viliani, Elena Volpato, Giorgio Zanchetti.

Immagine:
Vettor Pisani, L'eroe da camera. Tutte le parole dal silenzio di Duchamp al Rumore di Beuys, Esperimento, Roma 1972.
Vettor Pisani and Monica Strebel. Photo by Elisabetta Catalano. Mimma Pisani Collection
courtesy Elisabetta Catalano Archive

SUZANNE LACY: DE TU PUÑO Y LETRA - CENTRO DE ARTE CONTEMPORANEO, QUITO 25/11/2015




SUZANNE LACY
DE TU PUÑO Y LETRA
CAC Centro de Arte Contemporaneo
Plaza de Toros Belmonte - Quito
25/11/2015

“De tu puño y letra, diálogos en el ruedo” es un proyecto de intervención artística colectiva a gran escala en el espacio público, bajo la dirección artística de Suzanne Lacy y construido en colaboración con una serie de instituciones, organizaciones y colectivos sociales que trabajan en contra la violencia de género.
Se lo llevará a cabo el 25 de noviembre 2015, Día Internacional Contra la Violencia a la Mujer, en la histórica Plaza Belmonte.
El proyecto recupera las miles de cartas escritas por mujeres ecuatorianas, durante el proyecto “Cartas de Mujeres”, relatando sus experiencias de vida muchos de ellos testimonios sobre su continua exposición a actos de violencia.
A través del proyecto queremos generar un diálogo público sobre la violencia de género y aportar a la construcción de nuevas masculinidades y feminidades en nuestra sociedad.

Suzanne Lacy es una de las artistas más reconocidas a nivel internacional por su trabajo investigativo y de producción, de fuerte contenido social, especialmente en relación con las luchas de las mujeres. Es una de las pioneras en vincular las prácticas artísticas contemporáneas con las luchas feministas, realizando este tipo de acciones desde 1972. Sus obras incluyen performances públicos a gran escala, que involucran a cientos de participantes, entre ellos artistas, colectivos, organizaciones sociales, etc. Su práctica artística se ha llevado a cabo en el Museo de Arte Contemporáneo de Los Ángeles, en el P.S.1 de Nueva York y el Museo de Bilbao en España, además de su emblemático proyecto “Piel de la Memoria” (1999) llevado a cabo en Medellín Colombia. Lacy es además presidenta fundadora del MFA en prácticas públicas en la universidad Otis de Arte y Diseño. Información sobre su trabajo lo encuentra en: www.suzannelacy.com

STEPHEN J. CAMPBELL - MICHAEL W. COLE: L'ARTE DEL RINASCIMENTO IN ITALIA - EINAUDI 2015




STEPHEN J. CAMPBELL - MICHAEL W. COLE
L'ARTE DEL RINASCIMENTO IN ITALIA
Una nuova storia
Einaudi (13 ottobre 2015)
Collana: Grandi opere

«Questo volume costituisce una sorta di ricognizione, una storia dell'arte in Italia e dell'arte prodotta da artisti italiani all'estero lungo due secoli, a partire dal 1400. Abbiamo puntato alla completezza piuttosto che all'enciclopedismo; abbiamo fatto scelte e fissato limiti, in modo da poterci concentrare su singoli oggetti e monumenti. Il testo è stato organizzato secondo una sequenza cronologica neutrale, piuttosto che per capitoli costruiti intorno alle carriere dei singoli artisti, anche per sottolineare i limiti dell'approccio biografico e per indicare possibili alternative. La scrittura storica è la costruzione di una narrazione e si possono narrare storie differenti su ognuna delle opere prese in considerazione: la vita del suo autore, l'interesse del compratore, o committente, la tradizione che sta dietro a quel soggetto, la risposta del pubblico e cosí via. Ogni capitolo intende mettere in risalto le circostanze e le aspettative che definiscono i momenti storici in cui l'opera venne eseguita, nonché i temi e i problemi condivisi da oggetti coevi anche piuttosto diversi fra loro. Cosí, al singolo capitolo corrisponde un tema che le opere realizzate in un particolare decennio si prestano particolarmente bene a esplorare. La produzione di immagini nella cultura del Rinascimento fu guidata dalla memoria di immagini precedenti e controllata da supposizioni spesso taciute circa il formato, lo stile, la tipologia. La trasformazione storica consisteva non solo in una sequenza di scoperte e innovazioni ma anche in un graduale cambiamento della relazione dell'artista con il manufatto; stavano mutando i valori e le idee alla base del fare, del lavoro artistico (per esempio la verità divina, la verità della natura, l'emulazione degli antichi e la concezione dell'artista come autore). Questa dimensione auto-riflessiva rispetto all'opera d'arte sostiene una ricca narrativa storica di per se stessa, che cercheremo di proporre a fianco di quella sui committenti, le istituzioni, le pratiche religiose».

MARIA LUISA MENEGHETTI: STORIE AL MURO - EINAUDI 2015




MARIA LUISA MENEGHETTI
STORIE AL MURO
Temi e personaggi della letteratura profana nell'arte medievale
Einaudi (20 ottobre 2015)
Fuori collana

"Fino a pochi decenni fa dell'esistenza delle 'camerae Lanzaloti' avevamo solo notizie indirette. Gli inventari del Palazzo di Piazza di Ferrara citano una 'chamera de Lanziloto' che fu occupata, attorno al 1436, da Margherita Gonzaga, la giovane moglie di Leonello d'Este; e una 'camera de Gienevere' con dizione polarizzata dunque sul secondo membro della celebre coppia di amanti - si trovava anche nel castello di Sigismondo Malatesta a Rimini. Per venire infine al caso più clamoroso, nel 1391 Agnese Visconti, figlia di Bernabò e prima moglie di Francesco Gonzaga, era stata decapitata al termine di un processo in cui, non si può dire quanto pretestuosamente, l'accusa aveva calcato la mano sui suoi presunti adulteri, il cui teatro sarebbe stata la stessa stanza nuziale del palazzo di Mantova, designata però dalle carte processuali con l'etichetta di 'camera Lanzaloti'. Si tratta di un'indicazione che sembra meno verosimilmente attribuibile a un intento di precisione istruttoria che non a una qualche malizia della corte giudicante, se si considera che la storia degli amori di Ginevra e Lancillotto continuava ancora a rappresentare, sullo scorcio del XIV secolo, e dunque un buon secolo dopo il notissimo e truce scandalo riminese che tanto colpì Dante, uno degli esempi più famosi di tradimento coniugale. Da non molto, invece, un fortunato ritrovamento ha permesso di ricostruire nel suo aspetto e nelle sue reali dimensioni una di queste camere dipinte... "
  

ALTRE VITE: SETTE DISCORSI SULLA SCRITTURA E L'EMIGRAZIONE - MUSEOTEATRO DELLA COMMENDA DI PRÉ, GENOVA




ALTRE VITE
Sette discorsi sulla scrittura e l'emigrazione
a cura di Laura Quercioli Mincer e Alberto Rizzerio
Museoteatro della Commenda di Pré
piazza della Commenda - Genova
25/11/2015 - 24/2/2016

Il ciclo di incontri è promosso dall'Università degli Studi di Genova, il Dipartimento di Lingue e Culture Moderne, il Centro culturale Primo Levi, l'Associazione Movementi, l'Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni, la Cooperativa Solidarietà e Lavoro, con il patrocinio del Ministero Istruzione, Università e Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria e l'accreditamento dell'Ordine Assistenti Sociali della Liguria.
La dolorosa e umiliante esperienza dello sradicamento, la possibilità di un riscatto, la lingua, l'amore e la nostalgia, l'integrazione, la paura e la speranza sono i temi scelti per raccontare il complesso e spesso conflittuale rapporto dello scrittore con la lingua materna e il paese di origine, con la lingua e la cultura del paese ospitante.
Gli autori di cui si parlerà (polacchi, russi, irakeni, italiani, iraniani e libanesi, emigrati ‒ per sempre o per un periodo della loro vita ‒ negli Stati Uniti, in Israele, in Italia, in Francia e in Brasile) hanno certo esperienze meno desolanti e drammatiche di quelle delle decine di migliaia di persone in fuga dalla guerra, dalla tortura e dalla fame, di cui sono ormai da tempo piene le nostre cronache. Le loro riflessioni però, seppure, come nel primo incontro, ci arrivano dalla prestigiosa cattedra di una grande università statunitense, ci aprono una finestra sulle esperienze di vite diverse, sulla profondità del rimpianto, sulla difficoltà – e sul desiderio ‒ di aderire a nuovi universi culturali. Costituiscono un ponte indispensabile fra "noi" e "loro".
Il primo incontro è dedicato a Czesław Miłosz (Šeteniai, Lituania, 1911- Cracovia, 2004), premio Nobel per la letteratura nel 1980, una delle figure più rappresentative della Polonia del secolo scorso. Già addetto culturale dell’Ambasciata Polacca, agli inizi degli anni Cinquanta Miłosz chiede asilo politico in Francia, e quindi negli Stati Uniti. In questo paese, fra l’altro, si dedica in maniera infaticabile alla traduzione della letteratura polacca, e contribuisce in maniera determinante alla sua diffusione, prima nel paese di accoglienza e quindi in Europa. Per lunghi decenni Czesław Miłosz rappresenta la coscienza politica e critica della Polonia, è il suo mentore in esilio. Torna definitivamente in Polonia nel 1993, quattro anni dopo il ritorno del paese nel novero delle nazioni democratiche.

Nel documentario diretto dal suo biografo Andrzej Franaszek, che mostriamo fra le prime volte in Italia, Milosz parla non solo del periodo del suo esilio ma vengono qui svelati dettagli prima poco noti della sua biografia, in stridente contrasto con la sua immagine olimpica, di scrittore-filosofo: un tentato suicidio, la schizofrenia del figlio, la depressione.
MIŁOSZ | 2013 | Polonia | 55’ | v.o.sott.it
regia: Katarzyna Gondek | sceneggiatura: Andrzej Franaszek | fotografia: Jarosław Piekarski | suono: Jakub Wołowiec | montaggio: Bartosz Pietras | produzione: Studio Filmowe Largo
Un uomo complesso, pieno di paradossi, un camaleonte – così appare Czesław Miłosz nei ricordi dei propri cari. Attraversando la sua vita: dal primo tentativo di suicidio, il periodo dell’occupazione nazista, le complicate relazioni con le autorità comuniste, l'emigrazione, gli anni di grande solitudine, alla grande ed inaspettata ondata di popolarità dopo il Nobel, la scomparsa dei più cari e finalmente il ritorno in Polonia – emerge uno straordinario e ricco ritratto del poeta.
Questo incontro ha il patrocinio dell’Istituto Polacco di Roma.

PROGRAMMA:

mercoledì 25 novembre 2015, ore 15
LINGUA / CZESLAW MILOSZ poeta, saggista e premio Nobel per la Letteratura.
I paesi "Polonia - Stati Uniti", con Massimo Bacigalupo e Laura Quercioli

mercoledì 9 dicembre 2015, ore 15
NOSTALGIA / IGOR’ GUBERMAN scrittore e poeta russo.
I paesi "Russia e Israele", con Laura Salmon

mercoledì 20 gennaio 2016, ore 15
PATRIA / MARISA FENOGLIO scrittrice nata in Italia che vive in Germania.
I paesi "Italia e Germania" con Francesco De Nicola

mercoledì 3 febbraio 2016, ore 15
INTEGRAZIONE / MARJANE SATRAPI.
I paesi "Iran e Francia" con Elisa Bricco

mercoledì 17 febbraio 2016, ore 15
RADICI / MILTON HATOUM.
I paesi "Libano-Brasile" con Roberto Francavilla

mercoledì 24 febbraio 2016, ore 15
PAURA / SPERANZA.
Tracce e immagini delle emigrazioni con Alberto Rizzerio