sabato 29 agosto 2015

HUW OSBORNE: THE RISE OF MODERNIST BOOKSHOP - ASHGATE 2015




HUW OSBORNE
THE RISE OF MODERNIST BOOKSHOP
Ashgate (28 Aug. 2015)
Ashgate Studies in Publishing History: Manuscript, Print, Digital

The trade in books has always been and remains an ambiguous commercial activity, associated as it is with literature and the exchange of ideas. This collection is concerned with the cultural and economic roles of independent bookstores, and it considers how eight shops founded during the modernist era provided distinctive spaces of literary production that exceeded and yet never escaped their commercial functions. As the contributors show, these booksellers were essential institutional players in literary networks. When the eight shops examined first opened their doors, their relevance to literary and commercial life was taken for granted. In our current context of box stores, online shopping, and ebooks, we no longer encounter the book as we did as recently as twenty years ago. By contributing to our understanding of bookshops as unique social spaces on the thresholds of commerce and culture, this volume helps to lay the groundwork for comprehending how our relationship to books and literature has been and will be affected by the physical changes to the reading experience taking place in the twenty-first century.

Huw Osborne is Associate Professor of English at the Royal Military College of Canada.

JOHN ROBERTS REVOLUTIONARY TIME AND THE AVANT-GARDE - VERSO BOOKS 2015




JOHN ROBERTS
REVOLUTIONARY TIME AND THE AVANT-GARDE
Verso Books (24 Aug. 2015)

Since the decidedly bleak beginning of the twenty-first century, art practice has become increasingly politicized. Yet, few sustained defenses of the avant-garde have been put forward. Revolutionary Time and the Avant-Garde is the first book of its kind to look at the legacy of the avant-garde in relation to the deepening crisis of capitalist non-reproduction. An invigorating revitalization of the Frankfurt School legacy, Roberts's book is unique in its penetrating definition and defense of the avant-garde idea, providing a refined conceptual set of tools that critically engages with the most advanced art theorists of our day, such as Hal Foster, Andrew Benjamin, Alain Badiou, Jacques Rancière, Paolo Virno, Claire Bishop, Michael Hardt, and Toni Negri.

John Roberts is Professor of Art and Aesthetics at the University of Wolverhampton. His books include The Art of Interruption: Realism, Photography and the Everyday, The Philistine Controversy (with Dave Beech), Philosophizing the Everyday, and The Necessity of Errors. He is also a contributor to Radical Philosophy, Oxford Art Journal, Historical Materialism, Third Text, and Cabinet magazine.

GLOBAL MUSIC FESTIVAL 2015 - FIERA DEL MARE, GENOVA 29-30/8/2015




GLOBAL MUSIC FESTIVAL 2015
II edizione
Fiera del Mare
piazzale Kennedy - Genova
29-30 agosto 2015

La Fiera del Mare, sabato 29 e domenica 30 agosto, ospita la seconda edizione del "Global Music Festival", la manifestazione dedicata alla migliore musica elettronica.
Due giorni, dodici ore di musica: sabato 29 dalle 16,00 alle 04,00 e domenica 30 agosto dalle 12,00 alle 24,00.
Sul palco della tendostruttura della Fiera del Mare si esibiranno oltre 20 artisti, 4 guest star dj internazionali provenienti da Olanda, Australia ed Italia.
Sabato 29 agosto è la serata di Nervo, le gemelle dell’elettronica che hanno conquistato Britney Spears, e Quintino il dj olandese da oltre 200 concerti all’anno in tutto il mondo, mentre domenica 30 agosto sarà il turno di R3HAB, guru dell’elettronica mondiale che ha lavorato con Lady Gaga, Madonna e Jennifer Lopez, e dei fratelli Vinai, italiani dal sound unico al mondo.
Ma ci sarà spazio anche per nomi emergenti di livello come Angemi, Drop, Luca Testa, Morgan J, Paki & Jaro, Allow & Kubalake.


giovedì 27 agosto 2015

ALEJANDRO JODOROWSKY - CAPC BORDEAUX




ALEJANDRO JODOROWSKY
María Inés Rodríguez, Commissaire de l'exposition
François Poisay, Commissaire associé
CAPC musée d'art contemporain de Bordeaux
7, rue Ferrère - Bordeaux
28.05.2015 -> 31.10.2015

Alejandro Jodorowsky a marqué des générations d'acteurs, d'écrivains, de cinéastes et de plasticiens par une œuvre aussi prolifique qu'éclectique. Le CAPC musée d'art contemporain de Bordeaux présente en 2015 la première rétrospective majeure de l'œuvre singulière de cet artiste chilien, internationalement reconnu.

Du mime à la bande dessinée, dont il a bouleversé la notion même de scénario, de la tarologie à la psychogénéalogie, de l'écriture à sa fréquentation des cercles Surréalistes, du cinéma underground à ses toutes premières performances au sein du groupe Panique, Jodorowsky a bousculé, interrogé et modifié notre manière de percevoir et de penser l'art. Son œuvre anticonformiste et plurielle a touché un vaste public mais aussi suscité un véritable culte par sa dimension symbolique, philosophique, et parfois ésotérique.
Dans l’espace de la Grande Nef, scénographié par l’architecte Andreas Angelidakis pour entrer en résonance avec l'univers visuel de Jodorowsky, l’exposition présente de manière originale et pour la première fois, des archives rarement exposées, des dessins, des bande-dessinées, des films, etc. Cet espace emblématique et spectaculaire, transformé en une vaste scène de théâtre expérimental, offre l’occasion unique de vivre une expérience d’« art total », mêlant entre autres théâtre, performances, cinéma, lectures, dessins et archives.
Cette exposition unique, empreinte de l’univers filmique d’Alejandro Jodorowsky, plonge le visiteur au cœur même du « mystère » de cette œuvre initiatique où se mêlent rationnel et irrationnel.

GIUSEPPE MARANIELLO: PONTI - CARDELLI E FONTANA, SARZANA




GIUSEPPE MARANIELLO
PONTI
Cardelli & Fontana
via Torrione Stella Nord 5 - Sarzana
18/7/2015 - 2/9/2015

Un lavoro esuberante, quello messo in atto da Maraniello, che non può essere circoscritto a posizioni teoriche, perché non può essere ingabbiato.
Si può rischiare di leggervi in modo sbilanciato il lato segnico-simbolico come predominante, o al contrario di valutarne i caratteri formali come determinanti, rispetto alla presenza di figure che sono volutamente lasciate in posizione marginale (ma non per questo meno importante).
Un lavoro di creazione di forme, nelle quali l’aspetto fisico, dell’occupazione concreta dello spazio, dichiara una aspirazione plastica anche nei lavori più specificamente “pittorici”. In queste opere, che esplorano tipologie, mondi e rappresentazioni differenti, molti aspetti di un’arte “radicata” sembrano venire meno.
Esse si collocano quasi sempre su un limite, rappresentando una forma di transizione tra fisicità e immaterialità, senza appartenere decisamente a un unico ambito.
Anche se nel colore, in alcune presenze di immagini, in taluni volumi e ingombri, vi è molta pienezza, nell’insieme il suo lavoro mette in scena un processo di svuotamento, di riduzione, di privazione.
Sono opere che appaiono prive di peso, sia nei personaggi che si librano ai vertici, negli spazi intermedi, negli arditi passaggi fuori asse, sia nella semplificazione di materia e colore, che riconduce i fattori connotativi all’essenziale. Sono anche prive di racconto, per quanto vi sia sempre, nei segni e nelle figure, qualche richiamo simbolico forte.
Il ricorso alla figura di un particolare centauro, al rebis androgino, a maschere, guerrieri, tuffatori, corridori che scavalcano intere montagne, non riflette la volontà di richiamare una storia, nemmeno quella che sempre si rinnova nella struttura narrativa del mito.
Questo non significa che tali presenze siano prive di senso, ma, come nei ritrovamenti di tracce di una cultura figurativa arcaica, nei recuperi archeologici, esse diventano segni di un racconto sepolto, che l’artista evoca, senza volere coscientemente attribuire una direzione di lettura a lavori che vivono del loro delicato equilibrio.
Il processo di riduzione messo in atto da Maraniello, sempre rinnovantesi nella diversa configurazione che le sue composizioni e costruzioni raggiungono, nello spazio architettonico, naturale o a parete, trova pien
ezza nella densità di colore, nella misura di superfici e aree che paiono calcolate con il principio della sezione aurea, nell’ambiente che vanno ad abitare.
(dal testo di Francesco Tedeschi in catalogo) 

ALESSANDRO FERSEN: L'INCORPOREO - IL MELANGOLO 2015



ALESSANDRO FERSEN
L'INCORPOREO
o della conoscenza
Il Melangolo (27 agosto 2015)

"L'incorporeo" rappresenta l'Opus magnum di Fersen, il frutto di una intera esistenza dedicata alla ricerca alchemica per raggiungere il fondo di un percorso di conoscenza combinando quegli elementi che la specializzazione della nostra epoca vuole rigidamente separati. Un cammino che Fersen ha condotto percorrendo i tre grandi sentieri della scena, della scrittura e delle pratiche di laboratorio. Tre sentieri tra i quali si è sempre rifiutato di compiere una scelta definitiva, continuando a cercare la formula che consentisse di comprenderli tutti, e di portare a compimento gli esiti di ognuno di essi.


ELIO FRANZINI: FILOSOFIA DELLA CRISI - GUERINI E ASSOCIATI 2015





ELIO FRANZINI
FILOSOFIA DELLA CRISI
Guerini e Associati (30 luglio 2015)
Collana: Orientarsi nel pensiero. Nuova serie

Per molti anni si è parlato di crisi della ragione e della filosofia, senza pensare che esse hanno, invece, la funzione storica di affrontare la crisi, descrivendone non gli aspetti contingenti, bensì le linee essenziali, le condizioni di possibilità. Rovesciando dunque il paradigma, si analizzano qui i vari (e contraddittori) significati che il termine crisi ha rivestito nella storia del pensiero, partendo dal presupposto che essa nasce quando un modello, prevalendo sugli altri, li prevarica e mira alla loro soppressione. È stato imposto nel mondo occidentale, e all'Europa in particolare, un "pensiero unico", una linea di sviluppo, non solo economica, che si è rivelata subdolamente autoritaria: un modello che ha ucciso la ricerca del senso come molteplicità di punti di vista possibili, che ha colto la crisi solo come incombenza da superare eliminando la varietà e le differenze. Si è con ciò implicitamente rinunciato a un'eredità simbolica che vede nella pluralità la genesi problematica della ragione, assumendo la crisi come male assoluto, per sconfiggere la quale sembra lecito distruggere stili culturali diversi, modi differenti di guardare il significato delle cose. È andato così scomparendo il suo valore dialogico, la sua capacità di essere fonte di giudizio e di consapevolezza. La filosofia oggi, di fronte alla crisi, deve dunque esplorarne il senso profondo, comprendendo che essa è lo stato stesso del pensiero: indagine sulla verità, sul nostro mondo della vita.