sabato 2 marzo 2013

GIORGIO CAPRONI: PROSE CRITICHE - ARAGNO 2013



GIORGIO CAPRONI
PROSE CRITICHE
voll. 1-IV
a cura di Raffaella Scarpa
prefazione di Gian Luigi Beccaria
Aragno, 2013
collana "Biblioteca Aragno"

Le Prose critiche raccolgono gli interventi di critica militante pubblicati da Giorgio Caproni su quotidiani, riviste e periodici nell’arco della sua esistenza. La produzione, che conta più di cinquecento pezzi, comprende recensioni, scritti di poetica, risposte a questionari e altri scritti di argomento letterario; le collaborazioni più fitte e continuative con «La Fiera letteraria», «Italia socialista», «Il Lavoro nuovo», «Mondo operaio», «La Giustizia», «Il Punto», «La Nazione».
Nel canone della poesia novecentesca, Giorgio Caproni è una voce centrale e un autore fra i più indagati: questo lavoro mette a disposizione del pubblico di studiosi e amatori una ricchezza di materiali davvero fondamentale ai fini di una giusta interpretazione del poeta e dell’opera e, anche, testi di interessante lettura.

Raffaella Scarpa (Torino 1971) insegna Linguistica italiana all’Università di Torino. Si occupa di stilistica, metrica, psicopatologia del linguaggio. Tra i suoi lavori più recenti: Forme del sonetto. La tradizione italiana e il Novecento (Roma 2012); La questione della lingua. Antologia di testi da Dante a oggi (Roma 2012); ha inoltre curato l’edizione di Cesare Mocca, Discorsi preservativi e curativi della peste: col modo di purgare le case & le robbe appestate (Firenze 2012). 

CAPRONI POETA EUROPEO - BIBLIOTECA BERIO, GENOVA



venerdì 1 marzo 2013

YOKO ONO: HALF-A-WIND SHOW - SCHIRN KUNSTHALLE, FRANKFURT



YOKO ONO
HALF-A-WIND SHOW
A Retrospective
curated by Ingrid Pfeiffer
Schirn Kunsthalle
Romerberg - Frankfurt
15 February – 12 May 2013

Yoko Ono is one of the most influential artists of our time. On the occasion of her eightieth birthday, the SCHIRN is preparing an extensive retrospective. Through a consideration of characteristic works from the last sixty years, it will showcase the wide variety of media the artist has worked in, and the central themes of her oeuvre. Ono became well known in the early 1960s with her germinal work, which first appeared in New York and then in Japan. This work included “Instructions for Paintings”, exhibited in 1961 and 1962, “Cut Piece”, and the publication of “Grapefruit” in 1964, which solidified that reputation. The exhibition takes a particularly close look at Ono’s works from the sixties and seventies, including her influence on Fluxus, Concept Art, Performance, Environments, film, music, her work for peace, and her role in pioneering those groundbreaking ideas. Several large installations and other current works will also be exhibited.
 

POESIA VISIVA V S. FLUXUS - FONDAZIONE BERARDELLI, BRESCIA



POESIA VISIVA V S. FLUXUS
a cura di Melania Gazzotti con Maddalena Carnaghi
Fondazione Berardelli
via Milano, 107 - Brescia
dal 2/3/2013 al 6/4/2013

La Fondazione Berardelli dedica il nuovo appuntamento espositivo a due movimenti che fortemente hanno segnato la scena artistica degli anni Sessanta e Settanta e che continuano a influenzare il nostro presente. La mostra, a cura di Melania Gazzotti con la collaborazione di Maddalena Carnaghi, vuole rendere omaggio al cinquantesimo anniversario appena trascorso di Fluxus e a quello della Poesia visiva italiana che si celebra quest'anno.
L'esposizione rappresenta inoltre un'occasione per il pubblico di conoscere una parte inedita della collezione della Fondazione che offre, non solo testimonianza delle ricerche verbo-visuali, ma anche dei più significativi movimenti d'avanguardia degli anni Sessanta e Settanta. Il nucleo di opere raccolte riguardanti Fluxus, visti i punti di tangenza con le sperimentazioni tra parola e immagine, è tra i più rilevanti.
In omaggio a Fluxus sono esposte opere di: Eric Andersen, Joseph Beuys, George Brecht, Giuseppe Chiari, Jean Dupuy, Milan Knizak, George Maciunas, Gianni Emilio Simonetti, Daniel Spoerri, Endre Tot e Ben Vautier. Una sezione della mostra presenta testimonianze fotografiche, più di 40 scatti originali, che ritraggono gli artisti appartenenti all'avanguardia internazionale nel corso di performance e happening. Si è deciso inoltre di dedicare due sale a due tra i più significativi esponenti italiani di Fluxus: Gianni Emilio Simonetti, di cui si espongono dipinti, oggetti, assemblage e serigrafie, e Giuseppe Chiari, musicista fiorentino, che ha contribuito con le sue ricerche sul suono, il rumore, le partiture e la scrittura anche alla nascita della Poesia visiva.
Per il movimento italiano vengono proposti collage di: Vincenzo Accame, Luciano Caruso, Nanni Balestrini, Ugo Carrega, Giovanni Fontana, Emilio Isgrò, Lucia Marcucci, Stelio Maria Martini, Eugenio Miccini, Anna Oberto, Luciano Ori, Michele Perfetti, Lamberto Pignotti, Sarenco, Luigi Tola e William Xerra, insieme a una selezione di documenti – manifesti, inviti, volantini, fotografie – e pubblicazioni dell'epoca.

POESIA VISIVA
La poesia visiva si propone con ostinata evidenza la problematica delle teorie della comunicazione e dell'informazione.[...] La poesia visiva è guerriglia: e, in quanto tale, si serve non solo della parola e dell'immagine ma anche della luce, del gesto, insomma di tutti gli stumenti “visibili” del comunicare e deve necessariamente tendere a trasformare i propri mezzi […] in quelli delle comunicazioni di massa fino ad impadronirsene per trasformare “con” essi la società stessa.
Eugenio Miccini

Nei primissimi anni Sessanta numerosi artisti si interessano contemporaneamente alle potenzialità espressive della parola, accompagnata dall'immagine, dando vita a quel movimento artistico che verrà poi denominato Poesia visiva. A Firenze, nel 1963, dall'incontro tra Eugenio Miccini e Lamberto Pignotti, nasce il Gruppo 70, al quale successivamente prenderanno parte anche Lucia Marcucci, Ketty La Rocca, Luciano Ori, seguiti da Giuseppe Chiari, Emilio Isgrò, Michele Perfetti e Sarenco. I poeti visivi si rendono conto che sia la letteratura sia l'arte stavano utilizzando un linguaggio eccessivamente lontano da quello comune e decidono così per colmare questa distanza, di creare un moderno volgare, il cui lessico proviene dall'ambito della comunicazione di massa, cioè dai quotidiani, dai rotocalchi, dalla pubblicità e dai fumetti. Il fine è duplice: raggiungere un pubblico sempre più vasto, grazie all'alto grado di decifrabilità e allo stesso tempo esorcizzare il potere dei mass-media. La tecnica che risulta più congeniale per raggiungere questo risultato è il collage che permette, tramite il riutilizzo di testi e immagini provenienti dal mondo dell'informazione, un impatto immediato e forte.

FLUXUS
Fluxus is an attitude rather than a product.
Ben Vautier

Fluxus has made an art of nothing and vice versa.
Larry Miller Fluxus makes absolutely no sense.
Eric Andersen

Il movimento nasce da un'idea dell'artista George Maciunas, americano di origini lituane, e vi aderiscono esponenti della ricerca musicale, poetica e visuale internazionale tra i quali Ken Friedman, Ben Patterson, Nam June Paik, Wolf Vostell, Joseph Beuys, Charlotte Moorman e Benjamin Vautier. In Italia vi prendono parte, tra gli altri, Giuseppe Chiari, Sylvano Bussotti e Gianni Emilio Simonetti. La parola "Fluxus" compare stampata per la prima volta sugli inviti di tre conferenze musicali intitolate Musica Antiqua et Nova e organizzate nel 1961 da Maciunas. Nel 1962 Maciunas promuove un Fluxus festival presso lo Städtische Museum di Wiesbaden (Germania); le tappe successive dell'evento segnano la rapida diffusione del movimento in Europa e poi in Giappone. Fluxus rivendica l'intrinseca artisticità dei gesti più comuni ed elementari e promuove lo sconfinamento dell'atto creativo nel flusso della vita quotidiana, in nome di un'arte totale che comunica attraverso la musica, la danza, la poesia, il teatro e la performance. L'arte si fa azione e si compiono i primi happening, in cui si esalta l'improvvisazione del gesto artistico e il fruitore diviene compartecipe dell'atto artistico. 

YVES BONNEFOY: L'AUTRE LANGUE À PORTÉE DE VOIX - SEUIL 2013



YVES BONNEFOY
L'AUTRE LANGUE À PORTÉE DE VOIX
Seuil, 21/2/2013
collection "La Librairie du XXIe siècle"

Les problèmes de la traduction de la poésie ne sont pas les mêmes que ceux des diverses formes de discours. Or, c’est remarquable, aucun des théoriciens de la traduction ne semble se poser cette question, ni Steiner, ni Ricœur, qui ne pensent qu’en termes de significations, ni même Antoine Berman. Seul Walter Benjamin a cherché à le faire, dans son essai fameux La Tâche du traducteur, mais ces pages obscures relèvent d’une métaphysique de la parole, non d’une analyse des traductions comme elles existent.
Les essais qui constituent L’Autre Langue à portée de voix ont tous pour origine la conviction que la traduction de la poésie est quelque chose d’autre que la traduction ordinaire. Par exemple « La traduction au sens large » montre qu’un poète ne traduit pas un poème par un texte de même longueur sur la page d’en face mais par des expériences qu’il poursuit dans ses propres œuvres : « le Corbeau » de Poe est « traduit » par le « Sonnet en –yx » de Mallarmé. 

JEAN STAROBINSKI: L'ENCRE DE LA MELANCONIE - SEUIL 2012



JEAN STAROBINSKI
L'ENCRE DE LA MELANCONIE
Seuil, 18/10/2012
collection "La Librairie du XXIe siècle"

« À la fin d’une période où j’ai été médecin (1957-1968) à l’hôpital psychiatrique de Cery, près de Lausanne, il m’avait semblé opportun de jeter un regard sur l’histoire millénaire de la mélancolie et de ses traitements. L’ère des nouvelles thérapeutiques médicamenteuses venait de s’ouvrir. Après une licence ès lettres classiques à l’université de Genève, j’avais entrepris en 1942 des études conduisant au diplôme de médecin.
La double activité médicale et littéraire se prolongea au cours des années 1953-1956 passées à l’Université Johns Hopkins de Baltimore. Je relate ces diverses étapes de mes jeunes années pour dissiper un malentendu. Je suis souvent considéré comme un médecin défroqué, passé à la critique et à l’histoire littéraires. À la vérité, mes travaux furent entremêlés. L’enseignement d’histoire des idées qui me fut confié à Genève en 1958 s’est poursuivi de façon ininterrompue sur des sujets qui touchaient à l’histoire de la médecine, et plus particulièrement de la psychopathologie. »
Ce livre reprend la thèse de Jean Starobinski, merveilleux texte d’histoire de la littérature, et propose d’éclairer les figures prises par la mélancolie au cours des siècles, les formes dans lesquelles la souffrance psychique a été interprétée. Elle fut liée à d’anciens mythes, à toute une imagination matérielle (la bile noire, sèche et froide), à la spéculation astrologique, à divers systèmes médicaux qui ont laissé jusqu’aujourd’hui d’innombrables traces dans les littératures et les arts.  

FABIO MORO: THE MORE OF FABIO - IL SALOTTO, GENOVA



FABIO MORO
THE MORE OF FABIO
Il Salotto
via Canneto il lungo 67-69 RR - Genova
dal 22/2/2013 al 16/3/2013

Ad accogliere le sue sensuali pin up gli ambienti de Il Salotto, il nuovo negozio di abbigliamento, accessori e bijoux in via di Canneto il Lungo.
Herbert Hoffman, Ben Corday, Owen Jensen , Joe Lieber e Sailor Jarry sono alcuni dei maestri tatuatori che hanno ispirato i suoi acquarelli.