sabato 23 febbraio 2013

MATTIA PRETI: DELLA FEDE E UMANITÀ - MUSEO CIVICO, TAVERNA



MATTIA PRETI
DELLA FEDE E UMANITÀ
Museo Civico
Palazzo San Domenico - Taverna
dal 24/2/2013 al 7/7/2013

In occasione del ricorrere del quarto centenario dalla nascita del grande maestro calabrese Mattia Preti, il Museo Civico di Taverna ed Il Museo Nazionale di Belle Arti di Heritage Malta sono lieti di annunciare la mostra internazionale “Mattia Preti – Della Fede e Umanità”, a cura di Giuseppe Valentino, Direttore del Museo Civico di Taverna, e Sandro Debono, Senior Curator del Museo Nazionale di Belle Arti, Malta.
Ideata per rendere omaggio all’artista nei suoi due principali luoghi di appartenenza geografica: Taverna, città natale di Preti nel cuore della Sila Piccola, e Malta, isola in cui il maestro lavorò attivamente per quasi quarant’anni e dove morì nel 1699, la mostra include oltre cinquanta opere provenienti da importanti musei italiani e stranieri come la Galleria degli Uffizi, il Museo Nacional del Prado ed il Musée du Louvre.
L’esposizione ripercorre l’itinerario artistico pretiano non in un’ottica cronologica, bensì alla luce dei temi della fede e umanità per mettere in evidenza le tante diverse e complesse sfaccettature della figura di Mattia Preti, inclusi alcuni aspetti inediti: non soltanto l’artista, che esordì precocemente come aiuto di bottega del fratello Gregorio a Roma, ma anche il Cavaliere dell’Ordine di San Giovanni a Malta, il pittore dell’Ordine, ed, infine, un uomo di grande fervore religioso.
L’esposizione ricostruisce i contesti storici e culturali in cui Mattia Preti si trovò ad operare e, oltre a presentare un confronto inedito con il maestro del Rinascimento Nordico Albrecht Dürer, offre interessanti spunti di paragone con alcuni grandi maestri dai quali il Cavalier Calabrese venne influenzato, Battistello Caracciolo e Guercino, insieme alla possibilità, prima d’ora mai concessa al pubblico, di entrare direttamente all’interno del processo creativo e compositivo pretiano. Insieme ad alcuni disegni e bozzetti preparatori dell’artista verranno infatti presentati per la prima volta ai visitatori gli esiti di importanti indagini diagnostiche condotte dal Laboratorio di Restauro, Conservazione e Ricerca del Museo Civico di Taverna, da Heritage Malta e dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze su alcune tele di Preti, studi che hanno messo in luce l’esistenza di evidenti pentimenti da parte dell’artista.
In una speciale sezione didattica della mostra, mediante la suggestiva ricostruzione di un cantiere di lavoro, gigantografie e materiali d’uso, saranno approfondite le principali tecniche messe magistralmente in opera da Mattia Preti durante tutto l’arco della sua eccezionale parabola vitale e creativa; fra tutte la particolare esecuzione pittorica ad olio su pietra maltese ed un grande affresco della Chiesa di S. Andrea della Valle in Roma.
In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo redatto in versione sia Italiana che Inglese edito da Abramo Editore, un Atlante Pretiano, ed il libro Mattia Preti – Oltre L’Autoritratto, a cura di Sandro Debono e Giuseppe Valentino, dedicato all’approfondimento del tema dell’autoritratto nell’opera di Preti, elemento fondamentale per meglio comprendere la complessa figura del Cavaliere Calabrese.

altre sedi:
Palazzo del Presidente, Malta
Piazza San Giorgio, La Valletta 

JOHANNES ITTEN & PAUL KLEE: COSMOS OF COLOR - KUNSTMUSEUM BERN



JOHANNES ITTEN & PAUL KLEE
COSMOS OF COLOR
Kunstmuseum Bern
Hodlerstrasse 8-12 - Bern
28/11/2012 - 1 /4/2013

Johannes Itten and Paul Klee stand out in the history of 20th century art for their significant contributions to color theory. Both artists developed their ideas on color over decades of reflection and work, and applied them throughout their art. The exhibition at the Museum of Fine Arts Bern is the first to showcase Itten and Klee together as an artistic duo.
On the basis of prominent key works, the exhibition investigates the artistic confrontation between Johannes Itten and Paul Klee on the subject of color. The show explores related aspects such as color and esoteric notions, aura and harmony of color, color and abstraction, color and nature, and color division.
For the very first time we will be able to demonstrate that not only Klee influenced Itten, but also that Itten inspired Klee, and that both artists drew from a mutual source. Additionally the exhibition will explore color theory and how it was represented in the notes and diaries of both artists. The lives and careers of both Swiss artists converged at many points. For example, Paul Klee’s father was the first to inspire Itten in his artistic pursuits.
Conversely, Klee’s appointment to work at the Bauhaus in Weimar was chiefly supported by Itten. Well-nigh simultaneously in 1914/1915, both artists began their lifelong investigation and study of color theory as well as the structures inherent in the universe of color. In the case of Klee it was during a trip to Tunis, while Itten's interest was sparked off by Adolf Hölzel’s color theory in Stuttgart. Over many years, both artists took an interest in each other's art and also exchanged artworks.
The Kunstmuseum Bern, as home to the Johannes Itten Foundation, has key works of this artist in its care as well as works of Paul Klee – like the painting Ad Parnassum, which can rightly be considered as his artistic legacy on color. The fact that the show will also be shown in the Martin- Gropius-Bau in Berlin testifies to how great the interest is in this fascinating exhibition topic.

Image: Paul Klee, Legende vom Nil, 1937. Pastell auf Baumwolle, auf Kleisterfarbe, auf Jute, auf Keilrahmen, 69 x 61 cm. Hermann und Margrit Rupf-Stiftung, Kunstmuseum Bern  

ALESSANDRO FERSEN: ARTE E VITA - LE MANI MICROARTS 2013

ALESSANDRO FERSEN
ARTE E VITA
Taccuini e diari inediti
Le Mani Microarts, 21/2/2013
collana "La parola salvata"

"Taccuini e diari inediti" propone un itinerario, quasi una biografia intellettuale, attraverso il pensiero del suo autore. Fersen, a partire dagli anni Trenta, appunta metodicamente quelle riflessioni sui temi filosofici e antropologici che avranno poi uno sviluppo nelle opere teoriche. Quelle stesse riflessioni intorno alle quali porterà avanti la sua infaticabile ricerca come autore, regista teatrale e direttore dello Studio di arti sceniche dove per anni conduce la sperimentazione sulla tecnica del mnemodramma. Emerge, da queste pagine, il profilo di un protagonista della ricerca teatrale del Novecento che riesce ad affiancare una approfondita riflessione filosofica a una attività artistica originale e innovativa. Dagli studi sulla Grecia di Eraclito alle riflessioni sulla necessità di un nuovo teatro, il percorso è di straordinaria coerenza, ricco di suggestioni e in grado di porre questioni e prospettive sempre attuali e di profonda urgenza. Questo libro rappresenta l'occasione per dare una visione d'insieme al lavoro di un artista tanto complesso quanto sempre più spesso racchiuso nelle logiche riduttive di interpretazioni specialistiche. Gli estratti pubblicati sono stati selezionati dai curatori tra migliaia di pagine manoscritte. Il risultato è il fondamento del pensiero di Fersen, una traccia per seguire con passione il suo percorso artistico e filosofico. 

LUCIA MOHOLY, TRA FOTOGRAFIA E VITA - SILVANA 2013

LUCIA MOHOLY
(1894-1989)
Tra fotografia e vita
Silvana, 18/02/2013

Fotografa, scrittrice e intellettuale, Lucia Moholy (nata Lucia Schulz, Karolinenthal, Praga, 1894 - Zollikon, Zurigo, 1989) è una figura centrale nella storia della fotografia del Novecento, nonostante la sua opera sia stata a lungo messa in ombra dalla fama del marito, il celebre artista László Moholy-Nagy. Nella sua produzione fotografica, parte integrante dell'avanguardia tedesca della Neue Sachlichkeit (Nuova Oggettività), spicca l'eccezionale documentazione da lei realizzata sull'esperienza del Bauhaus: le immagini della scuola, i ritratti dei maestri, gli oggetti e gli arredi, sono considerate delle vere e proprie icone della cultura del moderno. Attraverso i saggi accolti in questo volume - il più completo in lingua italiana dedicato alla fotografa - è possibile comprendere e delineare la complessità della sua personalità artistica, al fine di restituirle il dovuto ruolo all'interno della storia della cultura del XX secolo. Il volume è completato da apparati biobibliografici. 

SADHYO NIEDERBERGER: A PIEDI, SULLE MANI E ALTRE PICCOLE STORIE - PALAZZO LOMELLINO, GENOVA 21-24/2/2013




SADHYO NIEDERBERGER
A PIEDI, SULLE MANI E ALTRE PICCOLE STORIE
Palazzo Lomellino - Appartamento Strozzi
via Garibaldi 7 - Genova
dal 21 al 24 febbraio 2013

Oggi, domenica 24 febbraio (con orario dalle 12 alle 18), ultimo giorno della mostra “A piedi, sulle mani e altre storie piccole” dell’artista svizzera Sadhyo Niederberger, allestita al termine di un periodo di residenza a Genova.
L’artista svizzera utilizza il procedimento fisico del frottage, attraverso un’impegnativa modalità performativa che, in realtà, diventa essa stessa la protagonista della sua pratica artistica e di cui i fogli “impressionati” non sono che il documento, la traccia rimanente di un impegno spazio-temporale molto preciso sulla superficie di calpestìo pubblica dello spazio urbano della città di Genova, sia all’interno che all’esterno dei suoi edifici, nelle piazze e nelle vie della città storica.  

MAX ERNST - ALBERTINA, VIENNA



MAX ERNST
curators: Werner Spies and Julia Drost
Albertina
Albertinaplatz 1 - Wien
23/1/2013 - 5/5/201

“Before he descends, a diver never knows what he will bring back up.”
-- Max Ernst

The Albertina will devote an exhibition - his first retrospective in Austria - to Max Ernst, the great pictorial inventor. Presenting a selection of 180 paintings, collages, and sculptures, as well as relevant examples of illustrated books and documents, the exhibition will assemble works related to all of the artist’s periods, discoveries, and techniques, thereby introducing his life and œuvre within a both biographic and historical context. 
Together with Matisse, Picasso, Beckmann, Kandinsky, and Warhol, Max Ernst no doubt numbers among the leading figures of 20th-century art history. An early protagonist of Dadaism, a pioneer of Surrealism, and the inventor of such sophisticated techniques as collage, frottage, grattage, decalcomania, and oscillation, he withdraws his work from catchy definition. His inventiveness when it comes to handling pictorial and inspirational techniques, the breaks between his countless work phases, and his switching back and forth between themes cause irritation. Yet what remains a constant is his consistence in terms of contradiction. 
Max Ernst was a restless personality who always strove for freedom. Torn between the realization of his personal aims in life and the social and political obstacles during a turbulent period, he nevertheless always looked ahead: a “flight into the future”. A misunderstood and revolting artist, he had moved from Cologne to Paris in 1922, where he joined the circle of the Surrealists; he was detained as hostile alien twice, attempted to get away, and was released thanks to lucky “coincidences”. In 1941 he escaped into American exile. 
Remembrance, discovery, recycling, and collage were the combined motor that drove him in his work. Under these aspects, the exhibition positions Max Ernst’s œuvre between references to the past, contemporary political events, and a prophetic and visionary perspective of the future. He who attested to himself a “virginity complex” in the face of empty canvases went always in search of means that would allow him to augment the hallucinatory capacities of his mind, so that visions would arise automatically in order to “rid him of his blindness”. 

HOKUSAI - PALAZZO SANTA CHIARA, ROMA



HOKUSAI
a cura di Carla Mazzoni
Palazzo Santa Chiara
piazza di Santa Chiara 14 - Roma
dal 23/2/2013 al 23/3/2013

La vitalità di quest'artista, il “vecchio pazzo per la pittura” come lui stesso si definiva, nasce dalla sua necessità incontenibile di “fare Arte” spingendosi in ogni possibile direzione. Fertile di invenzioni tematiche, tecniche e stilistiche, innovativo nel colore, abilissimo nel disegno si espresse con un tratto essenziale, raggiungendo la massima espressività con il minimo dei mezzi. 
Ne furono affascinati gli Impressionisti francesi e numerosi pittori. E' l'unico caso in cui un artista orientale ha influenzato e influito sull' evoluzione dell' Arte europea. Nelle sue Opere non c'è ricerca di facili effetti. Rappresentando la realtà non approdò ad un naturalismo scontato, forse la sua realtà si spingeva oltre il mondo fenomenico per rappresentare un'unicità armonica tra noi e il sovrumano. 
Nelle Vedute del Fuji (1834-35) non c'è illustrazione, Hokusai coglie attimi di vita e li rende eterni. 
L'Opera Manga (1814-1878), ottocento fogli, nata come svelamento di suoi personali metodi e tecniche - Hokusai integrò tecniche giapponesi, cinesi e occidentali - ci rivela tutta la potenza creatrice di questo genio capace di stupirci ancora oggi.