lunedì 22 febbraio 2016

LIAM GILLICK - JONATHAN MONK: COOL YOUR JETS - QUARTZ STUDIO, TORINO




LIAM GILLICK - JONATHAN MONK
COOL YOUR JETS
Quartz Studio
via Giulia di Barolo 18/D - Torino
23/2/2016 - 30/4/2016

Martedì 23 febbraio 2016 alle ore 18.00 Quartz Studio ha il piacere di presentare la mostra Cool Your Jets, frutto della collaborazione tra gli artisti inglesi Liam Gillick (Aylesbury, UK,1964) e Jonathan Monk (Leicester, UK, 1969). Si tratta di una installazione site specific che sia fisicamente che a livello semantico gioca sul concetto di ‘slittamento’. I lavori dei due artisti dialogano a distanza occupando due piani orizzontali, il primo quello del pavimento, modificato da Jonathan Monk in modo ludico con un accumulo di cinquanta palloni da calcio, i cui esagoni di pelle richiamano i colori delle cementine del pavimento dello spazio, il secondo quello di Liam Gillick, segnato da una frase a parete, Cool Your Jets, caratterizzata dal font nero solitamente utilizzato dall’artista, il cui senso oscilla fra il consiglio e l’avvertimento.
Quartz Studio ringrazia Giulia Mainetti ed Altofragile, Milano per il prezioso contributo alla realizzazione del progetto.

On Tuesday, February 23, 2016 at 6:00 pm, Quartz Studio is pleased to present the exhibition Cool Your Jets, a collaboration between English artists Liam Gillick (Aylesbury, UK, 1964) and Jonathan Monk (Leicester, UK, 1969). The site-specific installation physically and semantically plays with the idea of “slippage”. The two artists’ work converses at a distance, working on two horizontal planes. The first plane is the floor, which Jonathan Monk playfully altered with a pile of fifty soccer balls, whose leather hexagons echo the colors of space’s cement floor. The second one is by Liam Gillick, a phrase on the wall in his preferred black font, “Cool your jets,” with a meaning somewhere between a piece of advice and a warning. The artists exchanged a jocular series of emails about how balls and jets might interact, to which both Monk’s installation and Gillick’s phrase allude quite specifically. Some questions emerged extrapolated from different web sites about the French-Italian philosopher Maurizio Lazzarato. Neither Monk nor Gillick have come up with answers, as they are already in a way contained in the questions themselves.
Quartz Studio kindly thanks Giulia Mainetti and Altofragile, Milan for the support to the project.

GUIDO MICHELONE: IL JAZZ FILM - ARCANA 2016




GUIDO MICHELONE
IL JAZZ FILM
Rapporti tra cinema e musica afroamericana
Arcana (18 febbraio 2016)
Collana: Arcana Jazz

Jazz e cinema, due fenomeni, due arti, due linguaggi che hanno attraversato burrascosamente il ventesimo secolo per proiettarsi, con immutata forza creatrice, nel secolo nuovo. Due forme espressive e artistiche coeve - nascono quasi simultaneamente - da intendersi quali grandissimi fenomeni del nostro tempo, perché in poco più di cent'anni hanno compiuto sul piano evolutivo un'accelerazione non paragonabile a quella delle altre discipline. Ma jazz e cinema non condividono soltanto questi aggiustamenti da studi teorici o da categorizzazioni archetipe: il rapporto più o meno diretto tra loro, con reciproche influenze, per quanto poco manifeste, e ancor meno evidenziate da ricerche, analisi o metodologie, risulta invece alquanto costruttivo e stimolante. Un terreno di studi, appunto, sostanzialmente inesplorato, se non in questo studio che torna in libreria in edizione ampliata e aggiornata. L'argomento di questo libro riguarda soprattutto il cinema che si impadronisce del jazz e non viceversa; e proprio perché il cinema si dedica al jazz in svariatissime maniere, il testo di Michelone ne scruta - a parte all'inizio l'esaustivo compendio storico - una in particolare, ossia i film che hanno per contenuto il jazz medesimo sotto forma di fiction e di documentario, con le storie vere, false, romanzate, fantasiose, realistiche di musicisti autentici, inesistenti, credibili o immaginari.

COLIN WARD: ARCHITETTURA DEL DISSENSO - ELEUTHERA 2016




COLIN WARD
ARCHITETTURA DEL DISSENSO
Forme e pratiche alternative dello spazio urbano
a cura di Giacomo Borella
Elèuthera (18 febbraio 2016)

Colin Ward (1924-2010), oltre a essere stato uno dei principali protagonisti del pensiero anarchico della seconda metà del Novecento, è stato anche un instancabile osservatore della storia sociale nascosta dell'urbanistica e dell'abitare: alle forme popolari e non-ufficiali di costruzione e manipolazione degli spazi urbani ha dedicato oltre venti libri. Gli interventi raccolti in questa antologia documentano le sue riflessioni sull'architettura e l'urbanistica, condotte con la precisione dello studioso, la freschezza dell'autodidatta e la passione del militante. Lo sguardo irregolare e partecipe di Ward - in anticipo sui tempi nella sua capacità di connettere strettamente architettura ed ecologia - rintraccia i "semi sotto la neve" di una possibile genealogia delle pratiche costruttive alternative, collegando tra loro esperienze e figure tra le più disparate: da Bernard Rudofsky agli scalpellini medievali, da Giancarlo De Carlo ai "paesaggi improvvisati" nel sud dell'Inghilterra, da Hassan Fathy agli autocostruttori di tutti i tempi.

MOMIX: OPUS CACTUS - POLITEAMA GENOVESE




MOMIX
OPUS CACTUS
Teatro Politeama Genovese
via Nicolò Bacigalupo 2 - Genova
23/2/2016 - 28/2/2016

La compagnia teatrale di ballerini-acrobati Momix arriva al Teatro Politeama Genovese con Opus Cactus, in programma da martedì 23 a domenica 28 febbraio. Uno spettacolo che, scandito da ritmi tribali, rituali col fuoco e danze iniziatiche provenienti dai più remoti luoghi della terra, proietta gli spettatori dal deserto dell’Arizona a tutte le più importanti superfici desertiche. È un tributo a queste aree misteriose ed affascinanti. Moses Pendleton, regista della compagnia, tramuta di volta in volta i suoi ballerini in strani rettili striscianti, in variopinte specie di flora e fauna, in imponenti cactus e minacciosi uccelli-totem. Uno spettacolo tra albe poetiche ed inquietanti tramonti di fuoco. Opus Cactus conserva una pura essenza primordiale. Fin dagli inizi, la compagnia Momix vuole evocare un mondo di immagini surreali usando corpo, costumi, attrezzi, luci e giochi d'ombra. Oltre alle annuali apparizioni al Joyce Theatre di New York, la compagnia si esibisce regolarmente in tournée internazionali.

domenica 21 febbraio 2016

LA SEDUZIONE DELL'ANTICO - MAR, RAVENNA




LA SEDUZIONE DELL'ANTICO
Da Picasso a Duchamp, da De Chirico a Pistoletto
a cura di Claudio Spadoni
MAR - Museo d'arte della città di Ravenna
Via Di Roma 13 - Ravenna
21/2/2016 - 26/6/2016

"Quel non so che di antico e di moderno...." lo scriveva Carlo Carrà in un tempo in cui, dopo la stagione futurista, era ormai rivolto ad un ripensamento del passato avviato con 'Parlata su Giotto' e 'Paolo Uccello costruttore'. Un pensiero che ormai andava diffondendosi anche oltre i confini, ambiguamente definito il 'ritorno all'ordine' dopo le 'avventurose' sortite delle avanguardie che avevano segnato il primo Novecento fino agli anni della Grande Guerra. Ma se la fase delle avanguardie storiche non poteva dirsi conclusa, almeno fino all'entrata in scena del Surrealismo, col manifesto del 1924, il clima storico era profondamente mutato, come stanno a documentare i cambiamenti di rotta di diversi protagonisti di quelle stesse avanguardie. La mostra, realizzata grazie al prezioso sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, esamina quanto insopprimibile sia stato il richiamo dell' “antico” lungo tutto il '900. Il secolo che all'insegna del 'nuovo' ha visto le avanguardie dei primi decenni e quindi le neoavanguardie del secondo dopoguerra, protagoniste della scena artistica internazionale, e alle quali anche la critica, Musei, Fondazioni e un mercato sempre più determinante, hanno rivolto le maggiori attenzioni. Questa mostra, ripercorrendo la storia del secolo scorso con uno sguardo diverso, mira a documentare artisti e vicende che testimoniano l'attenzione all' “antico” non solo degli artisti che non sono stati partecipi delle ricerche e delle trasgressioni delle avanguardie, ma anche di molti che senza rinnegare la loro appartenenza a movimenti, gruppi, tendenze innovative, hanno attinto, in modi diversi, alla memoria storica. Una memoria ripresa talora come restituzione moderna di modelli dell'antico, magari fino all'esplicita citazione; oppure in forma evocativa, o ancora, come pretesto per una rilettura inedita o uno sguardo disincantato rivolto a opere e figure mitizzate del passato per contestualizzarle in una contemporaneità all'apparenza quanto più lontana dalla tradizione. Fino alle operazioni più disincantate e dissacratorie condotte da alcuni artisti. Da protagonisti come De Chirico, Morandi, Carrà, Martini, Casorati, al periodo cruciale del 'ritorno all'ordine' fra le due guerre, col 'Novecento' di Margherita Sarfatti e Sironi figura dominante, fino al cosiddetto 'Realismo magico', ma anche alle versioni diversissime del 'neobarocco', da Scipione a Fontana a Leoncillo; figure come Guttuso e Clerici, quindi la stagione della Pop Art, con Schifano, Festa, Angeli, Ceroli, e quindi, nel pieno dell'Arte Povera, Paolini e Pistoletto. E ancora, da Salvo ad Ontani, da Mariani a Paladino. Con una presenza rilevante di stranieri quali Duchamp, Man Ray, Picasso, Klein, per citare solo pochi nomi.

ABSTRACT LOOP AUSTRIA - 21ER HAUS, WIEN




ABSTRACT LOOP AUSTRIA
curated by Axel Köhne
21er Haus - Wien
28/1/2016 - 29/5/2016


Marc Adrian, Richard Kriesche, Helga Philipp, Gerwald Rockenschaub

With Abstract Loop Austria, the 21er Haus is dedicating its first exhibition of the year to the constructive and concrete artistic trends in post-war Austria, which have often been overlooked. The display will be a concentrated group exhibition focusing on four Austrian artists: Marc Adrian, Richard Kriesche, Helga Philipp and Gerwald Rockenschaub. In order to give the show a broader international scope, works by Josef Albers, Marina Apollonio, François Morellet, Uli Pohl and many more will be featured.
The foundation for the constructive, concrete art of post-war Austria had been laid by the radical ideas of modernism (Wiener Kreis, twelve-tone music) at the beginning of the 20th century, the rejection of the figurative tendencies of Austrian expressionism and the more general notion of a new beginning after the end of the Second World War.
Almost 50 years later, these approaches are returning to the 21er Haus, thereby drawing attention to a generation of artists who were—and are—an important source of inspiration.
By means of a concentrated juxtaposition of works by Marc Adrian, Richard Kriesche and Helga Philipp, Abstract Loop Austria demonstrates how Austria made an important contribution to Constructivist and Op Art in the late 1950s, the 1960s and 1970s, and how Gerwald Rockenschaub has continued this tradition in the next generation of artists, bringing it into postmodernism and the present day.

Image: Marc Adrian, Sprungperspektive, 1953. Acrylic on wood. Private collection. Photo: Cornelia Cabuk / Bildrecht, Vienna, 2016.

DONATELLA DI CESARE: HEIDEGGER & SONS - BOLLATI BORINGHIERI 2015




DONATELLA DI CESARE
HEIDEGGER & SONS
Eredità e futuro di un filosofo
Bollati Boringhieri (12 novembre 2015)
Collana: Temi

Dopo la recente pubblicazione dei Quaderni neri di Martin Heidegger sono stati organizzati congressi internazionali, seminari e conferenze in tutto il mondo. Il dibattito ha varcato rapidamente i confini dell’Accademia e si è guadagnato le prime pagine dei quotidiani. Era molto tempo che il pensiero di un filosofo non sollevava un interesse simile, e per giunta in toni molto accesi. La questione dell’antisemitismo ha messo in dubbio, per alcuni, l’intero lascito del filosofo di Meßkirch; altri, sul fronte opposto, hanno negato l’esistenza stessa di un problema, come se i Quaderni neri non fossero mai stati pubblicati. Donatella Di Cesare, protagonista di questo dibattito internazionale, si interroga in questo libro sul futuro del filosofo tedesco. Dobbiamo abbandonare Heidegger, dunque? O dobbiamo fare ritorno a Meßkirch? Ripudiare il padre o difenderlo ciecamente? Tertium datur: occorrerà forse pensare con Heidegger contro Heidegger, percorrere un’impervia terza via, per giungere, traendo sostegno dalla forza del suo pensiero, a posizioni che, certo, non gli sarebbero piaciute.

Donatella Di Cesare è professore ordinario di Filosofia teoretica alla Sapienza di Roma e ha insegnato in numerose università in Germania e negli Stati Uniti. Tra le sue ultime pubblicazioni in italiano: Grammatica dei tempi messianici (2011), La giustizia deve essere di questo mondo (2012), Se Auschwitz è nulla. Contro il negazionismo (2012) e Crimini contro l’ospitalità (2014). Per Bollati Boringhieri ha pubblicato: Israele. Terra, ritorno, anarchia (2014) e Heidegger e gli ebrei. I «Quaderni neri» (2014).