sabato 23 febbraio 2013

GIUSY PETRUZZELLI: LA CULTURA DELLA PITTURA - MARINOTTI 2013

GIUSY PETRUZZELLI
LA CULTURA DELLA PITTURA
Marinotti, 21/2/2013
collana "Il pensiero dell'arte"

"La cultura della pittura" è un libro in cui si guarda all'arte in modo interdisciplinare, con un occhio alla letteratura, alla filosofia, alla scienza, allargando gli orizzonti oltre gli specialismi di ciascuna disciplina. L'ipotesi di fondo è che le opere siano elementi culturali: assieme agli studi iconologici, che nutrono la ricerca, si è compiuto un passo decisivo verso la considerazione dei prodotti artistici quali strumenti di conoscenza storica e sociale dell'epoca cui appartengono. Protagonisti del libro sono gli artisti - non solo con i loro dipinti ma anche con le loro scritture - i teorici dell'arte e i trattatisti, in un viaggio lungo tre secoli in compagnia di Raffaello, Pontormo, Canova, Goethe... Il testo restituisce la parola agli artisti (che tacciono di solito per convenzione), creando dei circoli virtuosi fra la pratica dell'arte e il pensiero, in un fecondo gioco di rimandi fra la letteratura e le immagini. 


JOACHIM RITTER: ESTETICA E MODERNITÀ - MARINOTTI 2013

JOACHIM RITTER
ESTETICA E MODERNITÀ
Marinotti, 21/2/2013
collana "Percezioni. Estetica & fenomenologia"

Perché solo nell'età moderna nasce l'estetica? Perché solo allora, ossia a partire dal Settecento, si comincia ad apprezzare la bellezza della natura e si ritiene l'arte capace di dire la verità sulle cose? La risposta di Potter è tanto limpida quanto meditata: nell'età moderna solo l'arte può frenare il disincanto scientifico e razionalistico del mondo. Solo nella sfera estetica, infatti, sopravvive lo sguardo libero e contemplativo sulla totalità dell'essere che per gli antichi costituiva la massima felicità. Queste lezioni, risalenti agli anni 1947/48 e 1962, ma inedite anche in Germania fino al 2010, hanno esercitato una potente influenza su un'intera generazione di filosofi che ebbero l'occasione di ascoltarle. Ed è agevole capire perché. Esse offrono, infatti, un'introduzione didatticamente assai efficace all'estetica (filosofica) e ad alcuni suoi concetti fondamentali (bello, sublime, immagine, genio, mimesi e soprattutto natura in quanto paesaggio), ma anche una profonda e suggestiva reinterpretazione della centralità della dimensione estetica nel mondo contemporaneo. 

FOSCO MARAINI: IL MIRAMONDO - PALAZZO DUCALE, GENOVA



FOSCO MARAINI
IL MIRAMONDO
Palazzo Ducale - Loggia degli Abati
piazza Matteotti 9 - Genova
dal 22/2/2013 al 7/4/2013

"Il viaggiatore, se ha cuore e pensiero, è sempre un pellegrino. Un pellegrino di bellezza! Dalla Sicilia al Karakorum, dalla Cina alla Toscana, da New York a Gerusalemme ed al Giappone, si delizia d'essenze." 

Celebre orientalista e antropologo, grande viaggiatore, scrittore, alpinista, fotografo, Fosco Maraini, nato a Firenze nel 1912, scoprì il fascino della fotografia giovanissimo esponendo a soli 18 anni alla Mostra Nazionale di Fotografia Futurista di Roma. 
Il viaggio fu la sua condizione di vita e la fotografia una "scrittura con la luce" sui luoghi lontani che visitò; in particolare il Giappone dove visse a lungo, ma anche Tibet, Pakistan, Nepal, India, Israele,Turchia, Thailandia, Cambogia, Cina e Corea. 
La mostra – nata a Firenze per iniziativa del Gabinetto Vieusseux, curata da Fosco Maraini stesso con la collaborazione di Cosimo Chiarelli e il coordinamento di Maurizio bossi, prodotta e organizzata da eventi Polistampa, e promossa a Genova dalla Fondazione Lanfranco Colombo - offre una visione inedita sul mondo, sulla natura e sull'universo umano al quale Maraini guarda con profonda curiosità e partecipazione; le immagini, di eccezionale potenza evocativa, sono sovente accompagnate da un titolo e da commenti che ne amplificano il significato. 
Le centosettanta immagini in bianco e nero e a colori provenienti dal Gabinetto Vieusseux di Firenze – che conserva la biblioteca Orientale di Maraini, il suo Archivio Fotografico e il suo archivio personale - propongono un gioco di accostamenti, ideati dallo stesso Maraini, di situazioni umane e ambientali in latitudini e longitudini assai diverse. Ne deriva un'originalissima visione dell'uomo e della natura, tale da indurre scoperte e sorprendenti riflessioni sulla "famiglia umana", sulla sua fondamentale unità, sul nostro pianeta, sull'universo. 

La selezione percorre alcuni "universi tematici": 

Paradossi, Sorprese, Allegrie
"Ogni giorno, voltando l'angolo, quella insuperabile regista ch'è la vita, ti prepara delle sorprese: talvolta dei paradossi che fanno riflettere, altre volte allegrie che invitano alla danza".(F.M.) 

Luoghi, Climi, Orizzonti
"Il viaggiatore, se ha cuore e pensiero, è sempre un pellegrino. Un pellegrino di bellezza! Dalla Sicilia al Karakorum, dalla Cina alla Toscana, da New York a Gerusalemme ed al Giappone, si delizia d'essenze". (F.M.) 

Volti, Gesti, Profili
"Uno dei grandi misteri della natura e dell'evoluzione è questo: che l'essere umano costituisca una sola specie. Senza limiti è la varietà dei volti, dei gesti, dei costumi, degli usi sociali, eppure tra nessuna delle tante apparenze v'è abisso. L'umanità è un fiume gigantesco le cui sponde sconfinano nell'infinito". (F.M.) 

Strade, Incontri, Occasioni
"Sì, vai, parti, tu che sei giovane - mettiti in cammino! Le strade, i sentieri, le piazze, le ferrovie del mondo, i suoi invisibili tratturi del cielo, sono lì dinanzi a te. Avrai incontri inaspettati, occasioni impreviste. Il lavoro umano, momenti di fatica o di dolore, oppure il riposo e piacere, saranno per te uno sconfinato teatro". (F.M.) 

Fedi, Riti, Speranze
"Caratteristica di tutti gli esseri umani, ad ogni latitudine e longitudine della Terra, è qualche forma di vita religiosa. Delle fedi si può appena tentare un censimento, ed esse si manifestano nei modi più diversi, spesso all'aperto, al cospetto della natura, altre volte nello spazio sacro di chiese, templi, moschee o sinagoghe... Costante è la venerazione del grande mistero che tutti ci avvolge e sovrasta". (F.M.) 

L'ultima parte della mostra comprende una sezione specifica, Firenze-Kyoto, città Parallele, stimolante percorso iconografico tra due città-simbolo, della cultura occidentale e di quella orientale, di grande efficacia nell'introdurre alle differenze e similitudini fra le due civiltà. 

giovedì 21 febbraio 2013

POSTWAR: PROTAGONISTI ITALIANI - PEGGY GUGGENHEIM COLLECTION, VENEZIA



POSTWAR
Protagonisti italiani
Peggy Guggenheim Collection
Cà Venier dei Leoni
Dorsoduro 701 - Venezia
dal 22/2/2013 al 15/4/2013

Lucio Fontana (1899- 1968), Piero Dorazio (1927-2005), Enrico Castellani (n. 1930), Paolo Scheggi (1940-1971), Rodolfo Aricò (1930-2002), sono i cinque indiscussi interpreti della mostra Postwar. Protagonisti italiani, alla Collezione Peggy Guggenheim dal 23 febbraio al 15 aprile 2013. Un percorso espositivo, a cura di Luca Massimo Barbero, che “rilegge” l’idea di arte italiana a partire dal superamento dell’Informale. Gli artisti presenti, utilizzando il linguaggio pittorico degli appena nati anni Sessanta, portarono agli occhi del pubblico internazionale la scena artistica italiana che tramite un nuovo modo di dipingere utilizzò la forza cromatica e la simbologia del monocromo come elementi visivi e concettuali. L’esposizione, che si sviluppa cronologicamente sala per sala, intende presentare al pubblico la sperimentazione di ciascun autore, dimostrando come, proprio a partire da Fontana, le generazioni successive abbiano raggiunto pienamente un linguaggio pittorico personale in un momento ben specifico della loro produzione, tra gli anni ‘60 e ’70 del XX secolo. 
Postwar. Protagonisti italiani riserva al pubblico due preziosi momenti. Un particolare omaggio a Paolo Scheggi, artista toscano prematuramente scomparso, che il grande pubblico riscopre in questa occasione riconoscendone l'attualità di sperimentatore dalla profonda sensibilità artistica, in mostra con otto lavori, tra cui Intersuperficie curva bianca del 1963, opera recentemente donata al museo veneziano da Franca e Cosima Scheggi. Uno speciale approfondimento è riservato a Rodolfo Aricò, in concomitanza con la realizzazione di una pubblicazione sulla sua produzione artistica degli anni ’60, a cura dell’Archivio Rodolfo Aricò, grazie alla cui collaborazione sono state realizzate le due sale a lui dedicate. 

Immagine: Paolo Scheggi (1940-1971), Intersuperficie curva bianca, 1963, Tre tele sovrapposte, cm 60×80 – Fondazione Solomon R. Guggenheim, Venezia Donazione Franca e Cosima Scheggi, 2012 

JORGE MACCHI: CONTAINER - KUNSTMUSEUM LUZERN



JORGE MACCHI
CONTAINER
Kunstmuseum Luzern
Europaplatz 1 - Luzern
22/2/2013 - 16/6/2013

For his first institutional solo exhibition in Switzerland, Jorge Macchi (b. 1968) is developing spatial installations in situ. This allows the Argentinean artist to respond sensitively to the existing exhibition architecture. Jorge Macchi’s work, at once poetic and melancholy, contains every medium: with video, music, drawing, objects made of steel or paper, the artist creates ambivalent moods that can be attractive and unsettling in equal measure. 

His wallpainting evokes a hotel room or sends us to an eye test, he distorts relative scale with light or leads the visitor with cordons on a long walk through the exhibition space. He is particularly interested in the phenomena of perception, he inquires into time and transience, into standstill, balance and eternity. The title Container refers to the whole exhibition and also the most monumental work in it. But of course within this sober concept there lies the isolation of the individual, the flow of commodities in the globalised world, as well as a neutral container whose contents we do not know yet. 

GÉOGRAPHIE POÉTIQUE ET CARTOGRAPHIE LITTERAIRE - PRESSES UNIVERSITAIRES DE LIMOGES 2013



GÉOGRAPHIE POÉTIQUE ET CARTOGRAPHIE LITTERAIRE
Coordination éditoriale de Florent Gabaude, Véronique Maleval, Marion Picker
Presses universitaires de Limoges, 2013

Dix géographes et dix littéraires réfléchissent en commun sur la notion de cartographie, aujourd'hui transversale à toutes les disciplines et souvent galvaudée dans le discours scientifique ou journalistique contemporain. A rebours de son usage inflationniste, les co-auteurs conservent au terme son ancrage territorial. D’instrument de connaissance du réel et de production de l’espace, la cartographie est devenue non seulement un thème littéraire, mais surtout un mode d’organisation du savoir, notamment en histoire de la littérature, ainsi qu’un mode d’investigation des textes, appréhendés sous l’angle de leur référentialité. 
Suspectée par Michel de Certeau, et d’autres à sa suite, de dépoétiser le réel, la représentation cartographique moderne est ici questionnée quant à ses présupposés épistémologiques, dans le but de restituer à la géographie sa dimension poétique. La cartographie elle-même n’en recèle pas moins une poéticité propre qui mérite d’être explorée, de même que la poétique des auteurs littéraires est susceptible d’être, au sens propre du terme, cartographiée, voire géoréférencée, et que peuvent converger dans l’analyse d’œuvres fictionnelles les approches géocritique et géomatique. 

LONDRES - NEW YORK: ECHANGES - PRESSES UNIVERSITAIRES DE NANCY 2013



LONDRES - NEW YORK
échanges, influences, croisements dans les arts et la littérature
Presses universitaires de Nancy, 2013

Les articles qui composent cet ouvrage sont une sélection des communications présentées lors du colloque « Londres-New York : Échanges, influences, croisements dans les arts et la littérature » tenu à Nancy par les équipes d'accueil IDEA et Écritures de l’Université de Lorraine les 1er et 2 avril 2011. Londres et New York sont deux métropoles contrastées et deux capitales culturelles et artistiques qui, depuis l’ère coloniale jusqu’à nos jours, ont fait l’objet de rencontres, de confrontations et d’échanges nombreux et féconds. Les onze articles réunis dans ce volume examinent ainsi l’axe Londres-New York en termes de dynamique et de mouvements d’idées, d’échos et d’interactions culturelles, littéraires et artistiques. Pour les artistes, musiciens et écrivains qui font l’objet de ces articles, chacune des deux capitales culturelles et artistiques devient le lieu d’un ressourcement, lieu où ils puisent leur inspiration, adaptent ou reproduisent sous diverses formes les créations londoniennes ou new-yorkaises. Quant à l’exil forcé ou voulu par certains d’entre eux, il contribue aussi à influencer leur manière de créer ou à attiser leur créativité sous un jour nouveau.