mercoledì 2 dicembre 2015

KELLY GROVIER: ART SINCE 1989 - THAMES & HUDSON 2015




KELLY GROVIER
ART SINCE 1989
Thames & Hudson (16 novembre 2015)
Collection : World of Art

The years since 1989 have seen a complete untethering of what art can be, who makes it and where it can be found, which has been matched by a reassessment of art's appropriate place in society and the financial value that should be attached to it. In this new book in the World of Art series, Kelly Grovier surveys the dynamic developments in art practice worldwide since 1989, going in search of those artists who have undertaken to shape a fresh visual vocabulary and whose work reflects on these turbulent years. The book s ten chapters examine the key themes in contemporary art, from portraiture in the age of face transplants and facial recognition software, to political activism, science and religion. Artists discussed include Jeff Koons, Louise Bourgeois, Damien Hirst, George Condo, Marlene Dumas, Sean Scully, Cindy Sherman, Banksy, Ai Weiwei, Antony Gormley, Christo and Jean-Claude, Jenny Holzer, Chuck Close and Cornelia Parker. The final chapter, a timeline, traces the evolution of art practice in this period by looking closely at one key artwork from each year.
  

DADO MORONI: PIANO SOLO & TALKS - PALAZZO DUCALE, GENOVA 3/12/2015




DADO MORONI
PIANO SOLO & TALKS
Palazzo Ducale - Sala del Maggior Consiglio
piazza Matteotti 9 - Genova
giovedì 3 dicembre 2015, ore 21,00

Per chiudere i festeggiamenti del 70° anniversario di San Marcellino organizzati assieme a Palazzo Ducale, il concerto di Dado Moroni, Piano Solo & Talks.

Una delle principali caratteristiche di Dado Moroni è la spontaneità. Un incontro con lui è come fare un viaggio giocoso e partecipato nel tempo, lungo ben nove decadi jazzistiche, attraverso il racconto in musica di aneddoti ascoltati direttamente dalla voce di musicisti quali Benny Waters (ex sassofonista della Band di Jelly Roll Morton), Dizzy Gillespie, Henry Edison e Buddy Tate (dell'Orchestra di Count Basie), Clark Terry e Jimmy Woode (membri della band di Duke Ellington), fino ad arrivare ai contemporanei Joe Henderson, Bob Mintzer, Wynton Marsalis, Alvin Queen, Joe Locke, Ira Coleman… ed in campo extra jazzistico con Lucio Dalla, Tiziano Ferro ed Eros Ramazzotti…
Dado Moroni, pur se solo di fronte al suo pianoforte, comunica costantemente con il suo pubblico e lo avvolge in quella che è una sua naturale attitudine passionale. Nel concerto Piano Solo & Talks Dado Moroni racconta la sua personale visione della musica jazz. I suoi brani preferiti, composizioni originali e arrangiamenti unici saranno il punto di partenza del viaggio nel mondo della storia del jazz, esplorando i diversi linguaggi che si sono succeduti nel tempo.
  

martedì 1 dicembre 2015

ISA GENZKEN: MACH DICH HÜBSCH! - STEDELIJK MUSEUM, AMSTERDAM




ISA GENZKEN
MACH DICH HÜBSCH!
curated by Beatrix Ruf and Martijn van Nieuwenhuyzen
Stedelijk Museum Amsterdam
Museumplein 10 - Amsterdam
29/11/2016 - 6/3/2016

Isa Genzken: Mach Dich hübsch! (Dress Up!) presents a survey of the extraordinary oeuvre of Isa Genzken (b. 1948, Germany), one of the most influential artists of the last 40 years. The exhibition, Genzken’s first major retrospective in the Netherlands, is her largest survey to date, comprising over 200 works. The exhibition will open during Amsterdam Art Weekend 2015.

“I always wanted to have the courage to do totally crazy, impossible, and also wrong things.”
–Isa Genzken

Mach Dich hübsch! is an odyssey traversing four decades of an astonishing practice defined by artistic freedom and bold inventiveness. The concept of the exhibition is introduced in the first room, designed in collaboration with Genzken as a comprehensive installation of very recent work, which she created especially for this occasion, interspersed with older works. In the following suite of galleries, Genzken’s oeuvre is presented as a montage rather than a chronology, in order to highlight interconnections and thematic threads. The artist engages with themes such as artistic position, the body, identity, the (self-) portrait, architecture, and big city culture. Genzken’s oeuvre is rooted in the medium of sculpture and is distinguished by radical experimentation and the unrestrained use of media. The artist works across a wide range of media, including sculpture, installation, film, video, painting, works on paper, collage, and photography. The radical inventiveness of her work, rich in autobiographical elements and subtle social critique, serves as both a point of reference and a source of inspiration for generations of artists and art lovers.
Beatrix Ruf, director of the Stedelijk Museum, comments on the artist: “Radically inventive in her oeuvre, from her early, computer-calculated abstract sculptures in the mid-1970s to the assemblages of her latest body of work, Isa Genzken has proven to be one of the most influential artists in challenging her artistic media and continuously redefining her aesthetics. Genzken is an unstoppable inspiration for many artists, especially for recent generations. This exhibition in the Stedelijk Museum—the most extensive survey ever organized in an institution—will present an important figure who has an enormous influence on the young artists with whom the Stedelijk has close relationships.” In 2014, the then-newly-appointed director’s first acquisition for the museum was one of Genzken’s paintings, Zwei Lampen (Two Lamps) (1994).
According to curator Martijn van Nieuwenhuyzen, “Isa Genzken creates art that engages with the present moment. With her startling sculptural vision, she reflects upon the material world around us and the structures that dictate our lives. Genzken embodies the challenging, unconventional tradition of the Stedelijk Museum like no other artist.”

Artist’s book
The exhibition’s title, Mach Dich hübsch!, is derived from a special artist’s book published on the occasion of the exhibition. The book, a scrapbook in the style of Genzken’s well-known publication, I Love New York, Crazy City, is full of playful collages in which she reflects upon life in the big city, media culture, sexual identity, and her own life story. The original publication is on view in the exhibition.
  

RECTO VERSO - FONDAZIONE PRADA, MILANO




RECTO VERSO
Fondazione Prada
largo Isarco 2 - Milano
2/12/2015 - 7/2/2016

La mostra tematica “Recto Verso” presenta una selezione di opere nelle quali gli artisti hanno consapevolmente posto in primo piano l’elemento abitualmente nascosto, dimenticato o trascurato del retro del quadro.
Concepita dal Thought Council della Fondazione, composto attualmente da Shumon Basar, Elvira Dyangani Ose, Cédric Libert e Dieter Roelstraete, l’esposizione riunisce opere della Collezione Prada e lavori provenienti da collezioni e gallerie italiane e internazionali.

La tradizione occidentale concepisce il dipinto principalmente come un artefatto frontale (“recto”). Il retro (“verso”) sembra trasmettere un significato culturale trascurabile, non essendo destinato allo sguardo del pubblico, perché visibile solo dall’artista e dagli addetti ai lavori. In questa mostra gli artisti portano in primo piano il retro della tela usando vari procedimenti come la tecnica tradizionale del trompe-l’œil, resa famosa dai pittori fiamminghi, in cui è la cornice e non la figura ad assumere un ruolo fondamentale.
O ancora, la fotografia a doppia esposizione è impiegata per vedere attraverso l’opera stessa ed enfatizzare le caratteristiche fisiche e strutturali dell’oggetto. Nel caso del movimento francese della fine degli anni Sessanta Supports/Surfaces, la superficie dipinta sparisce completamente e ciò che resta è il semplice materiale di supporto. In altri lavori, messaggi segreti sono nascosti dietro il quadro in attesa di essere rivelati.

Artisti di generazioni e tendenze diverse, come Carla Accardi, Louis-Léopold Boilly, Gerard Byrne, Enrico Castellani, Sarah Charlesworth, Daniel Dezeuze, Lucio Fontana, Llyn Foulkes, Philippe Gronon, Roy Lichtenstein, Matts Leiderstam, Gastone Novelli, Giulio Paolini e Pierre Toby, hanno trasformato un semplice gesto in un’approfondita indagine storica sul vero, l’illusione e le modalità della visione.

Immagine: Roy Lichtenstein, Stretcher Frame with Vertical Bar, 1968. © Estate of Roy Lichtenstein / SIAE 2015. 

SILVIA LELLI - RICCARDO MASOTTI: STRATOS E AREA - ARCANA 2015




SILVIA LELLI - RICCARDO MASOTTI
STRATOS E AREA
Arcana (26 novembre 2015)
Collana: Lelli e Masotti Archivio

A raccontare il percorso artistico degli Area (International POPular Group) e la brevissima esistenza, fulminea e miracolosa, di Demetrio Stratos ci hanno provato in molti. Nessuno, però, prima d’ora, era arrivato così vicino all’essenza di un’arte eventuale, prodigiosa, politicizzata e comunitaria, rivoluzionaria e popolare, sperimentale e altissima come i fotografi Silvia Lelli e Roberto Masotti. Fotografare voci e suoni è il loro mestiere, ma nel caso di Demetrio e Area la vicinanza, la frequentazione, la simmetria poetica li mise in condizione di cogliere – di vedere, appunto – quanto a un occhio poco allenato era e resta inaccessibile. Questo libro, però, non è soltanto la cronaca e la testimonianza di un incontro; rappresenta, piuttosto, un’ulteriore riflessione sul fare musica, sul dispiegare la voce, sul dare corpo ai suoni, ovvero i gangli concettuali sui quali si fondava l’estetica musicale del gruppo. Quando poi Stratos decise di staccarsi dagli Area e proseguire i suoi funambolici e scientifici esperimenti vocali, la sfida si spostò su un piano diverso ed eccitante. «È strano, ma fino ad un certo punto, che con Stratos abbiamo cercato di mostrare qualcosa attorno alla sua vocalità prepotente e misteriosa che è per sua natura inafferrabile. Non c’è un modo “naturale” per farlo se non ponendosi dentro il problema stesso e in una posizione di privilegiata, se non forzata, vicinanza, tale da mostrarci impudicamente e provocatoriamente la lingua, la gola», come scrivono Lelli e Masotti nel testo che accompagna gli scatti. Immagini edite, molte le inedite, formano il corpo “vocale” di quest’opera unica, capace di restituire, attraverso fotografie di straordinaria bellezza, il senso ultimo di una voce, e di una musica, inimitabili.

JOE BRAINARD: AUTORITRATTO - LINDAU 2015




JOE BRAINARD
AUTORITRATTO
Lindau (26 novembre 2015)
Collana: Senza frontiere

Fra quanti animarono la scena artistica di New York tra gli anni '60 e '70, Joe Brainard è un caso unico. Artista dalle mille sfaccettature, ha operato in un impressionante numero di campi. Pittore e scrittore, ha disegnato le copertine e gli interni di molte riviste e sperimentato la fusione tra poesia e fumetti. Ogni artista può scrivere la propria autobiografia, ma quando si parla di una personalità come quella di Brainard, il semplice racconto non è sufficiente. Servono poesie, immagini, brani di diario. E l'autobiografia si trasforma in un autoritratto, un mosaico composto un pezzo alla volta nel corso degli anni. In queste pagine flussi di coscienza e frammenti dei diari si mescolano a divertissement, racconti, prove di stile (notevoli i mini-saggi di una sola riga), disegni e fumetti. Insofferente alle regole e alla grammatica, ma capace di una scrittura evocativa e coinvolgente, Brainard modula questo materiale eterogeneo con ironia e sofisticata ingenuità, conferendo un fascino inaspettato anche ai semplici eventi quotidiani. 
Prefazione di Ron Padgett.

MASSIMO MORASSO: THE BROTHERS PARADOX - IIT, GENOVA 2/12/2015




MASSIMO MORASSO
THE BROTHERS PARADOX
IIT Istituto Italiano di Cultura
Cafeteria - 6° piano
via Morego 30 - Genova
mercoledì 2 dicembre 2015, ore 10

Questa mattina all'IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) parlo del "Paradosso dei Fratelli", saltabeccando fra scienza e letteratura: a farmi compagnia, oltre ai ricercatori dell'IIT, ci saranno Franz Kafka, i fratelli Capek, Murray Gell-Mann, Isaac Asimov, James Joyce, Fred Hoyle, Eando Binder, Botho StrauB, Don De Lillo, Thomas Pynchon, Roger Sperry, Ignacio Matte Blanco, Antonio Damasio, Albert Einstein e altri... 

- Massimo Morasso