giovedì 2 gennaio 2014

BRIAN GRIFFITHS: THE KIDD - DISPARI&DISPARI PROJECT, REGGIO EMILIA





BRIAN GRIFFITHS
THE KIDD
dispari&dispari project
Via V.Monti 25 - Reggio Emilia
dal 14/12/2013 al 28/2/2014

The Kidd sa che siamo oggetti.
The Kidd è innocente e immerso nello spazio.
The Kidd ama le possibilità percettive, le piccole e le grandi.
The Kidd è un insieme dalla forma alterata di scatole cinesi introspettive.
The Kidd crede nelle possibilità creative dell'arte e del potenziale narrativo degli oggetti.
The Kidd è un'indagine misuratamente epica di un individuo inesperto in un mondo incommensurabilmente grande e complicato.
The Kidd è un grande diagramma 3-D che presenta un inusuale immagine dello spazio e del tempo.
Il travolgente desiderio di The Kidd è di posizionare lo spettatore, questo luogo, in questo momento, al centro di tutto.

Brian Griffiths ha conseguito la laurea presso il Goldsmiths College, all'interno dell'Università di Londra, alla fine degli anni 90. Trasferitosi nella capitale britanica porta avanti il suo lavoro, che è stato ampiamente esposto sia nel Regno Unito che sulla scena internazionale. Diverse mostre personali sono state presentate alla Tramway, al Camden Arts Centre, presso il Museo Arnolfini ed ancora presso la A Foundation, la Vilma Gold e la Galeria Luisa Strina. A livello internazionale ha esposto in numerosi musei tra cui la Tate Britain, il Museo Groninger in Olanda, il Museo Mattress Factory di Pittsburgh, il CAPC di Bordeaux, la Mostra D' Arte Contemporanea di Milano, il David Zwirner a New York e il Belém Museum of Modern Art in Brasile. E' stato recentemente selezionato dalla commissione per la realizzazione del quarto basamento in pietra di Trafalgar Square ed è stato incluso nel British Art Show 7: In the Days of the Comet \ Nei Giorni della Cometa. Nel 2011 viene pubblicato da Koenig, Crummy Love, una monografia dell'artista. Attualmente insegna presso la Royal Academy School di Londra. * Courtesy VILMA GOLD, London Commissionato originalmente da Foreground Projects 

ROBERTA CAPELLI: CARTE PROVENZALI - CAROCCI 2013





ROBERTA CAPELLI
CARTE PROVENZALI
Ezra Pound e la cultura trobadorica (1905-1915)
Carocci, 19/9/2013
collana "Biblioteca Medievale Saggi"

A partire dagli studi universitari di filologia romanza (1904-1905) e fino agli ultimi Cantos, Ezra Pound si interessa alla cultura dell'antica Provenza, dedicando ai trovatori, alla loro lirica e alla loro filosofia, saggi, traduzioni e componimenti poetici originali. Questo libro analizza la funzione dell'elemento trobadorico all'interno dell'opera poundiana, mostrando come esso rappresenti un fondamentale gradiente di sperimentazione e si trasformi da esercizio giovanile di matrice vittoriana e preraffaellita in dettaglio luminoso nel poema capolavoro della maturità. 

CANZONI OCCITANE DI DISAMORE - CAROCCI 2013





FRANCESCA SANGUINETI, ORIANA SCARPATI (a cura di)
CANZONI OCCITANE DI DISAMORE
Carocci, 12/12/2013
collana "Biblioteca Medievale"

Nell’immaginario comune, le canzoni dei trovatori sono innanzitutto canzoni d’amore. Eppure proprio all’interno di questo corpus, che rappresenta la parte più consistente della loro produzione, non mancano motivi e situazioni che pongono invece in primo piano il rovescio dell’amore: dichiarazioni di abbandono del servitium amoris, cambi di dama e affermazioni cariche di risentimento verso la donna un tempo amata o verso l’amore stesso. Questa antologia offre una selezione di componimenti tra i più rappresentativi della modalità poetica del disamore, presentandoli in edizioni critiche controllate, rivedute o rifatte ex novo. Il volume è corredato da un’ampia introduzione in cui sono analizzati gli elementi fondanti del disamore e la loro fortuna attraverso i secoli. 

AUSPICI DI CARTA - CASTELLO D'ALBERTIS, GENOVA




AUSPICI DI CARTA
Talismani e xilografie per il nuovo anno della tradizione cinese
Castello D’Albertis
Corso Dogali 18 - Genova
7 dicembre 2013 - 2 febbraio 2014

Simbolo ed espressione della tradizione culturale cinese i talismani e le “stampe del nuovo anno” (nianhua) sono una straordinaria testimonianza della cultura artistica popolare, radicata nei secoli.
Espressione delle arti decorative assolutamente peculiare, ancora viva e ampiamente diffusa, con temi e contenuti iconografici numerosi, articolati e stratificati: allegorie, omonimie, guardiani della porta, divinità protettrici, eroi della storia cinese, della mitologia e della tradizione, simboli beneauguranti, auspici, animali, piante, esseri fantastici.
Stampe monocrome da matrice lignea incisa colorate a mano in fasi successive con pigmenti ad acqua, stampe policrome, diagrammi, carte traforate, con funzione propiziatoria, apotropaica, celebrativa e decorativa, che manifestano la complessità della simbologia, dei costumi e delle credenze della cultura tradizionale cinese.

Le opere esposte provengono dalla collezione dell’Archivio Internazionale Sosho – Art & Graphic, dalla collezione del CELSO Istituto di Studi Orientali e da collezioni private cinesi.
Testi e materiali scientifici sono a cura del CELSO Istituto di Studi Orientali – Dipartimento Studi Asiatici. 


MIKE KELLEY - PS1, LONG ISLAND CITY (NY)





MIKE KELLEY
PS1
22-25 Jackson Ave. at the intersection of 46th Ave.
Long Island City, NY
October 13, 2013–February 2, 2014

MoMA PS1 presents Mike Kelley, the largest exhibition of the artist’s work to-date and the first comprehensive survey since 1993. Regarded as one of the most influential artists of our time, Mike Kelley (1954–2012) produced a body of deeply innovative work mining American popular culture and both modernist and alternative traditions—which he set in relation to relentless self- and social examinations, both dark and delirious. Bringing together over 200 works, from early pieces made during the 1970s through 2012, the exhibition occupies the entire museum. This exhibition marks the biggest exhibition MoMA PS1 has ever organized since its inceptual Rooms exhibition in 1976.

Born in Detroit, Kelley lived and worked in Los Angeles from the mid-1970s until his tragic death last year at the age of 57. Over his thirty-five year career, he worked in every conceivable medium—drawings on paper, sculpture, performances, music, video, photography, and painting. Speaking of his early work and artistic concerns at large, Kelley had said, “My entrance into the art world was through the counter-culture, where it was common practice to lift material from mass culture and ‘pervert’ it to reverse or alter its meaning… Mass culture is scrutinized to discover what is hidden, repressed, within it.” Through his art, Kelley explored themes as diverse as American class relations, sexuality, repressed memory, systems of religion and transcendence, and post-punk politics. He brought to these subjects both incisive critique and abundant, self-deprecating humor.

Kelley’s work did not develop along a purely linear trajectory. Instead, he returned time and again to certain underlying themes—the shapes lurking underneath the carpet, as it were—including repressed memories, disjunctions between selfhood and social structures as well as fault lines between the sacred and the profane. The work Kelley produced throughout his life was marked by his extraordinary powers of critical reflection, relentless self-examination, and a creative—and surprising—repurposing of ideas and materials. 

STEVE RIEDELL: PLACE AND MEMORY - STUDIO TRISORIO, NAPOLI




STEVE RIEDELL
PLACE AND MEMORY
Studio Trisorio
Riviera di Chiaia 215 - Napoli
dal 21/12/2013 al 28/2/2014

Sino al prossimo 28 febbraio lo Studio Trisorio presenta la mostra Place and Memory dell'artista americano Steve Riedell.
Verranno esposti i suoi ultimi lavori su tela, Folded-Over Paintings, insieme ad alcuni lavori su tavola e opere su carta.
Nei Folded-Over Paintings progettazione e casualità si incontrano e si confondono. Nel passaggio da un tempo all'altro, da una fase all'altra della loro realizzazione, nel breve viaggio dal tavolo di lavoro al supporto di legno, le tele possono generare forme inaspettate che l'artista sceglie di assecondare o di modificare.
Riedell fa assumere alle tele forme molteplici e inusitate: le ripiega più volte su se stesse, crea dislivelli nella sovrapposizione, ribalta recto e verso, le intride di cera, di colori saturi e brillanti, le fissa al supporto lasciando a vista le graffe metalliche che bucano la tela, fino a trovare la giusta combinazione fra gli strati di pittura e i piani della superficie. Più tardi, solo quando i lavori sono compiuti e raccolti insieme, l'artista vi ritrova tracce e memorie di oggetti che gli sono familiari. Si tratta di oggetti dimenticati sulle spiagge della sua infanzia in California, legati al sole e all'acqua. Sono «canotti e materassini gonfi o sgonfi, palloni da spiaggia, sedie a sdraio sempre sul punto di collassare, un costume da bagno irrigidito dal sole (...). I colori dei singoli pezzi sembravano inizialmente mantenermi a distanza, ma poi, man mano che mi avvicinavo si attenuavano e sembravano alludere ad un uso precedente» (Riedell).

Steve Riedell è nato nel 1954 a Inglewood in California. Vive e lavora fra Philadelphia e Frenchtown nel New Jersey. Ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti come il Director’s Prize (1999), l’Elizabeth Grant (1999/2000), il PCA Grant (2000), il Pollock/Krasner Grant (2000/2001), il Mildred Bougher Award (2001), l’SOS Grant (2002), è stato finalista per il Gottlieb Grant e ha esposto in numerose gallerie e spazi pubblici negli Stati Uniti.
In Italia è rappresentato dallo Studio Trisorio dove ha già realizzato nel 2007, con Lawrence Carroll, la mostra A Conversation Between Friends.

Immagine: Steve Riedell, Seagulls, 2010 - olio, cera, tela, legno - cm. 182x182x8,5 ca.

ALVIN LUCIER: MUSIC 109, NOTES ON EXPERIMENTAL MUSIC - WESLEYAN 2012





ALVIN LUCIER
MUSIC 109
Notes on Experimental Music
Wesleyan
(September 10, 2012)

Composer and peformer Alvin Lucier brings clarity to the world of experimental music as he takes the reader through more than a hundred groundbreaking musical works, including those of Robert Ashley, John Cage, Charles Ives, Morton Feldman, Philip Glass, Pauline Oliveros, Steve Reich, Christian Wolff, and La Monte Young. Lucier explains in detail how each piece is made, unlocking secrets of the composers’ style and technique. The book as a whole charts the progress of American experimental music from the 1950s to the present, covering such topics as indeterminacy, electronics, and minimalism, as well as radical innovations in music for the piano, string quartet, and opera. Clear, approachable and lively, Music 109 is Lucier’s indispensable guide to late 20th-century composition. No previous musical knowledge is required, and all readers are welcome.