lunedì 2 luglio 2012

MICHELE ZAZA: LO SPAZIO DEL RESPIRO - GALLERIA BIANCONI, MILANO



MICHELE ZAZA
LO SPAZIO DEL RESPIRO
a cura di Claudia Löffelholz
Galleria Bianconi
via Lecco 20 - Milano
dal 24/5/2012 all'8/9/2012

La Galleria Bianconi è lieta di presentare “Lo spazio del respiro”, mostra personale di Michele Zaza, a cura di Claudia Löffelholz, che si aprirà il 24 maggio in via Lecco 20 a Milano (opening dalle 18 alle 21, in corso fino all’8 settembre).
La mostra darà grande rilievo alla produzione attuale dell’artista, offrendo due inedite installazioni pensate per gli spazi della Galleria che creano un percorso suggestivo, in dialogo con una sezione storica, anticipazione della mostra antologica che seguirà in autunno presso la Galleria De Primi Fine Art di Lugano, evidenziando la coerenza e l'attualità della ricerca di Zaza e del suo ruolo decisivo nel panorama della fotografia internazionale.

“Lo spazio del respiro”, un nuovo progetto della ricerca incessante di Michele Zaza, dà il titolo alla mostra. Un allestimento evocativo tra fotografia ed elementi scultorei trasformerà lo spazio centrale della Galleria Bianconi in un ambiente animato dagli elementi fondanti della poetica intima dell’artista: il volto, le mani ed il corpo, con le relative declinazioni espressive che aprono una visione introspettiva su esperienze e valori della specie umana, immagini quasi iconografiche che in nuce raccolgono un'intera narrazione dell'esistere e dell'essere.
Al piano interrato proseguirà il percorso narrativo con un altro inedito lavoro site specific: nella penombra dello spazio ci si immerge in una specie di ventre blu, tra due proiezioni, una di fronte all'altra, in cui il video diventa “immagine che respira” (Michele Zaza). Due momenti sospesi che riportano due volti, uno maschile e uno femminile, archetipi che si completano in un universo metafisico che include storie ed esperienze primordiali. Con mani congiunte e in lenta apertura, le figure abitano la dimensione arcana di uno spazio magico: “una rappresentazione che mette insieme terra, cielo, uomo, coscienza. Una sorta di paradiso perduto dell’infanzia e della bellezza che permette una favola antropologica ritrovata, dove l’essere va oltre se stesso” (Michele Zaza).
La parte storica comprende cicli inediti degli scatti di Michele Zaza risalenti agli anni ‘70. Sono qui già fissate le sue riflessioni esistenziali, concentrate sulla dimensione del corpo, in particolare sul proprio volto e quello delle persone a lui più vicine. L'universo immaginario entra in una trama di relazioni visive, carico di simbolismi cromatici e rimandi, (ri)svegliando la dimensione mitica e mistica dell'uomo e delle avventure universali che sono presenti, consciamente o no, in ognuno di noi.
Con questa mostra prosegue il rapporto tra la Galleria Bianconi e uno dei più importanti artisti italiani degli ultimi quarant’anni, con un progetto espositivo che esprime una nuova sintesi tra i percorsi storici della Galleria, dedicati in particolare alle grandi figure dell’arte italiane del Novecento, e la sua ricerca rivolta alla produzione contemporanea. La mostra fa seguito alla personale, a cura di Flaminio Gualdoni, “Michele Zaza. Il Sogno del Viaggiatore”, realizzata nel 2009, e all’omaggio che la Galleria ha dedicato a Zaza lo scorso anno, in occasione di Photofestival, con la presentazione di una selezione dei lavori dell’artista tra il 1970 e il 2010, tra cui l’opera “Neo Terrestre” del 1979.

Michele Zaza nasce a Molfetta il 7 novembre del 1948. Frequenta l’Istituto d’Arte di Bari e nel 1967 s’iscrive al Corso di Scultura di Marino Marini all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, dove consegue il diploma nel 1971.
Nel 1972 tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Diagramma/Inga-Pin di Milano. Nel gennaio del 1973 Zaza espone il ciclo Dissidenza Ignota da Marilena Bonomo a Bari. Nel 1975 espone da Massimo Minini a Brescia e da Annemarie Verna a Zurigo. Tra il 1976 e il 1978 presenta nuovi cicli di lavori da Ugo Ferranti a Roma, da Lucio Amelio a Napoli, da Yvon Lambert a Parigi e dalla Galleria Saman di Genova. Mentre nel 1980 si tiene un’importante mostra da Leo Castelli a New York dove Zaza espone Neo-Terrestre. Nello stesso anno Zaza viene invitato alla Biennale di Venezia con una sala personale. L’anno seguente è a Parigi, dove tiene una personale al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris. Nel 1991 espone al Cabinet des estampes du Musée d’Art et d’Histoire di Ginevra, e, nel 1996, a Mosca, presso lo Shchusev Architecture Museum, dove presenta una serie di nuovi lavori ispirati a Hölderlin.
Tra le collettive, nel 1977 e nel 1982 Zaza è invitato a Documenta (Kassel); nel 1975 alla Biennale di Parigi e nel 1977 alla XIV Biennale di San Paolo. Negli anni Ottanta e Novanta partecipa a mostre presso il Centre Pompidou di Parigi, la Nationalgalerie di Berlino, la Hayward Gallery di Londra e la Staatsgalerie di Stoccarda. Proprio a partire dagli anni Ottanta, Zaza inizia ad inserire nelle sue opere elementi scultorei: un esempio è Paesaggio, in cui appaiono accanto a fotografie delle forme simili a volatili. Significativa è la serie di lavori intitolata Cielo Abitato.
Negli anni 2000 Zaza espone al Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea di Roma e al Mamco Musée d’Art Moderne et Contemporain di Ginevra, al Centro Luigi Pecci di Prato. Le sue opere sono presenti in diverse collezioni pubbliche, tra cui: Fondation Emanuel Hoffmann, Öffentliche Kunstsammlung (Basilea); Hamburger Bahnhof-Museum für Gegenwart (Berlino); Walker Art Center (Minneapolis); Centre Georges Pompidou e Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (Parigi); Staatsgalerie (Stoccarda); Museum of contemporary art (Téhéran); Kunsthaus (Zurigo).

Nell'ambito della mostra personale di Michele Zaza 'Lo spazio del respiro' martedi' 3 luglio alle ore 18.30 si tiene un confronto a piu' voci dedicato al ruolo storico e attuale dell'artista. I protagonisti dell'incontro sono l'artista Michele Zaza, Flaminio Gualdoni, Claudia Loffelholz e Antonella Soldaini. Il dibattito propone una lettura dell'opera di Zaza, tra memoria e attualita' del suo vissuto, che si sviluppa dal confronto tra l'artista e i diversi interlocutori, avvicinatesi al suo lavoro in momenti diversi e a partire da differenti punti di vista storico-culturali. Spaziando dunque dal ruolo di Michele Zaza all'interno della storia dell'arte sino ad analizzare le esperienze che si collegano alle sue ricerche piu' attuali, si andra' a far luce sul percorso dell'artista e sul suo ruolo all'interno della scena dell'arte contemporanea. 

SILVIA BOTTIROLI, ROBERTA GANDOLFI: UN TEATRO ATTRAVERSATO DAL MONDO - TITIVILLUS 2012

SILVIA BOTTIROLI, ROBERTA GANDOLFI
UN TEATRO ATTRAVERSATO DAL MONDO
Il Théâtre du Soleil oggi
Titivillus, maggio 2012

Ariane Mnouchkine e il Théâtre du Soleil stanno traghettando nel nuovo secolo l’arte, la cultura, la pedagogia e le prassi creative dei teatri d’ensemble del secondo Novecento, e con le loro tournée, cui assistono centinaia di migliaia di spettatori in tutto il mondo, realizzano su vasta scala il sogno di lunga durata di un teatro d’arte e popolare. Nelle loro creazioni sceniche e nelle loro modalità di lavoro e di vita si lasciano attraversare e abitare dalle questioni scottanti della contemporaneità: l’epopea degli esodi e delle migrazioni transnazionali, la vulnerabilità delle nostre esistenze nell’Europa di oggi, la riproposta del pensiero utopico come risorsa collettiva per il nostro presente.
Questo libro presenta e discute, anche con un ricco apparato di immagini, gli straordinari spettacoli creati nell’ultimo decennio (“Le Dernier Caravansérail”, “Les Éphémères”, “Les Naufragés du Fol Espoir”), e indaga i peculiari processi creativi, l’etica, l’estetica e la politica espressi dalla compagnia. Il libro restituisce infine l’identità corale del Théâtre du Soleil dando voce ai suoi diversi protagonisti: oltre ad Ariane Mnouchkine, la drammaturga Hélène Cixous, l’assistente alla regia e codirettore Charles-Henri Bradier, la collettività degli attori e l’équipe organizzativa. Collabora al volume Béatrice Picon-Vallin, direttrice di ricerca del Centre national de la recherche scientifique per la sezione “Arts du Spectacle”. 
LEIF ZERN 
QUEL BUIO LUMINOSO
Sulla drammaturgia di Jon Fosse
Titivillus, marzo 2012

Leif Zern è fra i maggiori critici e scrittori di teatro del nostro tempo. In questo sorprendente saggio sul grande autore drammatico norvegese Jon Fosse – considerato uno dei più importanti drammaturghi sulla scena mondiale contemporanea e i cui testi sono tradotti e rappresentati in oltre venti lingue – Zern coinvolge il lettore non solo nella poetica di Fosse, ma anche nell’esperienza teatrale e scenica dei più significativi registi attivi a cavallo tra il XX e il XXI secolo. Leggere questo libro è anche un atto “esperienziale”, come certamente lo è anche il teatro di Fosse, con quella sua concretezza che nasconde il mistero nelle cose e nei gesti degli uomini, non al di fuori di essi. Zern segue i percorsi concreti della parola poetica nei tempi passati e presenti per entrare nella leggerezza dei dialoghi di Fosse.
“Quel buio luminoso” è stato tradotto in norvegese, tedesco, francese, polacco e inglese. 

WE ARE STILL ALIVE: JOE JONES, CHARLOTTE MOORMAN, GIUSEPPE CHIARI - UNIMEDIAMODERN, GENOVA


FLUXUS 1962-2012
WE ARE STILL ALIVE
Manifestazione in otto movimenti
mostra di Joe Jones, Charlotte Moormann, Giuseppe Chiari
UnimediaModern Contemporary Art
Palazzo Squarciafico, piazza Invrea 5b - Genova
inaugurazione martedì 3 luglio 2012, ore 18,00

domenica 1 luglio 2012

ANTONY GORMLEY: GODOT TREE - CASTLE COOLE, ENNISKILLEN



Happy Days
Enniskillen Beckett Festival
ANTONY GORMLEY
GODOT TREE
Castle Coole
Castlecoole Road - Enniskillen
2/7/2012 - 27/8/2012

World-famous sculptor Antony Gormley designs a stage element that will form part of a production of Waiting for Godot for Happy Days 2013.
It will be installed and publicly exhibited for the first time as part of the inaugural Happy Days festival in 2012.
Gormley is renowned for his large-scale public sculptures, such as the Angel of the North in Gateshead and Another Place on Crosby Beach, Merseyside. Part of Happy Days: Enniskillen International Beckett Festival 2012 

SIAMO DAVVERO LIBERI? - FONDAZIONE RATTI, COMO



SIAMO DAVVERO LIBERI?
XVIII Corso Superiore di Arti Visive
Visiting Professor: Liliana Moro
Fondazione Antonio Ratti
Villa Sucota
Via per Cernobbio 119 - Como
dal 2 al 25/7/2012

XVIII Corso Superiore di Arti Visive. Visiting Professor: Liliana Moro. Come ogni anno il corso, diretto da Annie Ratti e curato da Andrea Lissoni, offre un calendario di conferenze aperte al pubblico, tenute da relatori provenienti da diversi ambiti della cultura internazionale. L'artista inaugurera' una personale il 5 luglio
. 

KENNETH SILVERMAN: BEGIN AGAIN, A BIOGRAPHY OF JOHN CAGE - NORTHWESTERN UNIVERSITY PRESS 2012

KENNETH SILVERMAN
BEGIN AGAIN
A Biography of John Cage
Northwestern University Press
July 2012

A man of extraordinary and seemingly limitless talents—musician, inventor, composer, poet, and even amateur mycologist—John Cage became a central figure of the avant-garde early in his life and remained at that pinnacle until his death in 1992 at the age of eighty. Award-winning biographer Kenneth Silverman gives us the first comprehensive life of this remarkable artist.
Silverman begins with Cage’s childhood in interwar Los Angeles and his stay in Paris from 1930 to 1931, where immersion in the burgeoning new musical and artistic movements triggered an explosion of his creativity.
Cage continued his studies in the United States with the seminal modern composer Arnold Schoenberg, and he soon began the experiments with sound and percussion instruments that would develop into his signature work with prepared piano, radio static, random noise, and silence. Cage’s unorthodox methods still influence artists in a wide range of genres and media.
Silverman concurrently follows Cage’s rich personal life, from his early marriage to his lifelong personal and professional partnership with choreographer Merce Cunningham, as well as his friendships over the years with other composers, artists, philosophers, and writers.
Drawing on interviews with Cage’s contemporaries and friends and on the enormous archive of his letters and writings, and including photographs, facsimiles of musical scores, and Web links to illustrative sections of his compositions, Silverman gives us a biography of major significance: a revelatory portrait of one of the most important cultural figures of the twentieth century.

Kenneth Silverman is a professor emeritus of English at New York University. He is the author of biographies of Edgar Allan Poe, Harry Houdini, and Samuel F. B. Morse, and he has received the Pulitzer Prize for Biography and the Bancroft Prize in American History, among other awards. He is a Fellow of the American Academy of Arts and Sciences.