venerdì 24 ottobre 2014

BENJAMIN FONDANE: VEDUTE - JOKER 2014




BENJAMIN FONDANE
VEDUTE
Poesie 1917-1923
a cura di Giovanni Rotiroti e Irma Carannante
Joker (31 maggio 2014)
Collana: Parole del mondo

Benjamin Fundoianu-Fondane, poeta visionario, pensatore esistenziale, saggista, drammaturgo, cineasta, è uno dei più grandi scrittori europei della prima metà del XX secolo. Nato in Romania nel 1898, arrivò a Parigi nel 1923. Da allora in poi scrisse la sua opera solo in francese prima di essere orrendamente ucciso nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau nel 1944.
Fundoianu era figlio di Isaac Wechsler, commerciante e proprietario di una piccola fabbrica, il quale amministrava la tenuta agricola di Fundoaia, vicino a Herţa. Sulla base di questo toponimo, il giovane Benjamin Wechsler troverà il suo nom de plume: Fundoianu. Nella cifra leggibile e insieme illeggibile di questo nome-luogo geografico, il poeta sembra indicare la “via maestra” del sogno che, a partire dal magistero di Freud e di Urmuz, conduce dalla “terra del cuore” (Herţa risuona poeticamente nel tedesco Herz, ma anche herzen, herzlich) direttamente al “fondo misterioso” (Fundoaia proviene dal latino fundus) della mappa affettiva dei suoi più inconfessabili desideri.

La poesia di Fundoianu non si riduce a essere una semplice veduta, pastello, scorcio di un paesaggio descrittivo realisticamente riconoscibile o oggettivamente identificabile. I suoi poemi sono aperti allo scambio, disposti ad accogliere l’alterità più inquietante di cui sono profonda- mente intrisi. Anche quando accennano alla noia profonda e alla crudeltà della malinconia “moldava”, queste poesie non corrono il rischio di chiudersi in sé stesse, perché il loro “soggetto” è fatto di immagini e di parola, e soprattutto perché questo “soggetto” parla quando vede, e risponde anche quando resta in silenzio. Il “soggetto” di Privelişti testimonia l’essere vedente, in cui si vede e si ascolta anche quando la struttura del mondo appare sorda e muta di fronte al reale desertico del disastro.
Le Vedute di Fundoianu si lasciano guardare ed ascoltare a partire da certe tonalità emotive fondamentali, forse proprio a partire dal corpo pulsionale e simbolico della parola. In effetti, come ricordava alcuni anni fa Marin Mincu, Fundoianu si allontana programmaticamente dalla tradizione del genere paesaggistico romeno di impronta bucolica, com’era stato il caso di Alecsandri, Coşbuc e Pillat o dello stesso Eminescu, e «scrive una poesia originale, schizzando alcune “vedute” immaginarie, solo in apparenza bucoliche, calligrafando, in realtà, il diagramma interiore di certi campi di tensione, specifici della sensibilità espressionista». Per cui, mentre il modello tradizionalista si limitava a descrivere la natura del paesaggio, Fundoianu interpreta la stessa inventandola, creandola nuovamente, ossia ri-scrivendola a partire da certi frammenti di rappresentazione che possono essere ri-simbolizzati per meglio riannodare l’immaginario con il reale insostenibile.
In tal senso, si è trattato per Fundoianu di liberare l’orizzonte del paesaggio natio a partire dal quale ciò che è stato distrutto nel disastro della guerra possa infine apparire nella sua originale e primigenia grandezza. Imparare a leggere nel paesaggio i segni lasciati dalla noia profonda, dalla tristezza moldava, e anche dall’eros derivato dalla frequentazione assidua del Cantico dei Cantici, significa per il poeta liberare l’originalità di un domandare e di un interrogare ciò che è degno di essere posto in questione. La lezione dell’Ecclesiaste e di Giobbe si trova sempre come sfumata sullo sfondo di questi componimenti.

TOMMASO AURIEMMA: SUL FILO DEL RASOIO - ARACNE 2014




TOMMASO AURIEMMA
SUL FILO DEL RASOIO
Filosofia del taglio
Aracne (1 marzo 2014)
Collana: Riflessi

Non c’è condivisione senza divisione. Il taglio, la divisione, sono il principio del legame. Il luogo comune che oppone cesura e relazione deve essere ripensato. Facendo convergere la storia dell’anatomia e la storia del pensiero, la letteratura di Dickens e di Burroughs con il cinema di Christopher Nolan e di Ridley Scott, la serialità televisiva americana e il cartone giapponese, questo libro cerca di considerare il desiderio umano, l’avventura della conoscenza, l’opera d’arte, la diffusione dei media e il governo delle vite dal punto di vista del taglio. Ovvero, dal punto di vista del loro principio primo.
  

CEFALEA MARE - LIBRERIA FALSO DEMETRIO, GENOVA 25/10/2014




CEFALEA MARE
presentazione del volume edito da Grrrz Comic Art Books
Libreria Falso Demetrio
Via San Bernardo 67R - Genova
sabato 25/10/2014, ore 18,30

Il primo libro della Grrrz Comic Art Books, il primo libro della collana Méduse, il primo libro del suo genere, eccolo!
16 autori tra i più complicati del panorama del fumetto, dell’illustrazione e dell’enigmistica si sono cimentati per noi nella creazione di un libro a alto contenuto di giochi d’ingegno, per creare un’unica, nuova e sorprendente raccolta che allieterà i vostri momenti di intelligentissimo relax.
TUTTO QUESTO È “CEFALEA – MARE”!

Parole che si annodano e che dovrete snodare, domande arzigogolate da sciogliere, curiosità da scoprire, spazi da annerire, inseguimenti in apnea e enigmi per nulla facili che metteranno alla prova anche i lettori più testardi.
Mostrate orgogliosamente “CEFALEA – Mare”, mentre siete distesi al sole di mare o monti, farete una figura brllante e elegantissima.
E per soddisfare la fame dei nostri collezionisti, “CEFALEA – Mare” è corredato da un abbondante gadget set che aiuterà a completare i giochi e riscoprire il piacere delle buste sorpresa che hanno felicemente funestato le visite nelle edicole ai tempi in cui eravamo alti così.
Sin dall’elegante copertina disegnata da Dr. Pira, capirete che “CEFALEA – Mare” non scherza con il vostro ingegno, e sarà facile dimenticarsi del resto attorno a voi appena sarete immersi in questa folle raccolta enigmistica come non se n’è mai vista una.

In sintesi: ecco l’identikit di “CEFALEA – Mare”:
Tiratura limitata a 500 copie, ordinabili esclusivamente dal nostro negozio e direttamente a casa vostra
una raffinata copertina di Dr. Pira, realizzata in carta Woodstock Fedrigoni – per l’occasione abbiamo scelto la nobile tonalità Noce
16 autori
18 giochi enigmistici per ogni palato
5 livelli di difficoltà
5 rubriche di amenità varie
1 ricco gadget set che farà di “CEFALEA – Mare” un classico da mantenere imbustato per i collezionisti
10 misteriosi premi per i giocatori più scaltri e veloci
3 anteprime nascoste all’interno di “CEFALEA – Mare” per scoprire le prossime sensazionali novità della Grrrz Comic Art Books

giovedì 23 ottobre 2014

FELICE CASORATI: COLLEZIONI E MOSTRE FRA EUROPA E AMERICHE - FONDAZIONE FERRERO, ALBA




FELICE CASORATI
a cura di Giorgina Bertolino
Fondazione Ferrero
strada di Mezzo 44 - Alba
dal 24/10/2014 all'1/2/2015

La Fondazione Ferrero di Alba e la GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte, si preparano a rendere omaggio a Felice Casorati (1883 - 1963) con un'ampia antologica che si potrà ammirare alla Fondazione Ferrero, ad Alba, dal 25 ottobre 2014 al primo febbraio 2015.

Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americhe curata da Giorgina Bertolino, coautrice del Catalogo Generale dei dipinti dell'artista - è una personale dedicata alla ricerca, alla storia pubblica e alla ricezione internazionale della pittura casoratiana, dagli anni Dieci agli anni Cinquanta del Novecento. Quaranta dei sessantacinque dipinti che saranno presenti nelle sale della Fondazione provengono da musei e istituzioni nazionali e internazionali. Alcuni, acquisiti e partiti dall'Italia nei primi decenni del Novecento, rappresentano per il pubblico di oggi dei veri e propri inediti espositivi.
Tra i musei prestatori italiani, la Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il Museo del Novecento di Milano, la Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Ca' Pesaro di Venezia, il Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, depositario della Collezione VAF-Stiftung, la RAI-Radiotelevisione Italiana. Tra i musei prestatori in Europa, la Nationalgalerie di Berlino e il Centre Pompidou di Parigi; negli Stati Uniti, il Detroit Institute of Arts e il Museum of Fine Arts di Boston; in Brasile, il Museu de Arte Contemporânea da Universidade de São Paulo. La collaborazione della GAM di Torino ? depositaria della più ampia collezione pubblica di opere di Felice Casorati ? conferma l'impostazione scientifica del progetto, avvalorato dal Comitato scientifico presieduto da Danilo Eccher, direttore della Galleria torinese e composto da personalità autorevoli: Edith Gabrielli, Carlo Sisi, Ester Coen, Flavio Fergonzi, Maria Cristina Bandera, Luigi Cavallo, Ana Gonçalves Magalhães, Virginia Bertone.

«La mia pittura accolta con tanta severità in patria, trovò all'estero consensi cordiali, talvolta entusiasti. Moltissime le riviste che mi dedicarono articoli. Fui invitato ad allestire mostre personali in Germania, in Belgio, in America, in Francia e persino in Russia. Le Gallerie d'Europa e d'America ospitarono fin troppo volentieri i miei quadri».
Con queste parole, nel 1943, Felice Casorati raccontava nell'Aula Magna dell'Università di Pisa, la sua vicenda artistica oltre confine. Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americhe raccoglie un nucleo di opere filologicamente coerenti rispetto alla provenienza e alla storia delle mostre, con dipinti appartenenti a collezioni museali e private, acquisiti o esposti all'estero e nelle sale della Biennale di Venezia, la grande rassegna investita nel secolo scorso della funzione di Società delle Nazioni dell'arte. Le opere sono state individuate tra quelle che Casorati stesso, durante la sua lunga carriera artistica (iniziata nel 1907 e conclusa con la scomparsa nel 1963), scelse di presentare nei contesti espositivi internazionali.
Celebrato come uno dei maestri dell'arte italiana del Novecento, Felice Casorati fu protagonista di quel rinnovamento del linguaggio artistico che ebbe nelle Biennali di Venezia e nelle sedi del circuito espositivo europeo e americano uno spazio di scambio e di confronto. Partecipò a importanti rassegne celebrative tra le quali, nel 1910, le Esposizioni per il Centenario argentino di Buenos Aires e per il Centenario dell'Indipendenza di Santiago del Cile; le Esposizioni universali di Barcellona nel 1929 e di Bruxelles nel 1935; l'Esposizione Internazionale di Parigi nel 1937. Presente a numerose mostre dedicate all'arte italiana contemporanea, alle mostre itineranti del movimento artistico Novecento (a Ginevra nel 1929, in America latina nel 1930, a Stoccolma e a Helsinki nel 1931), e nel dopoguerra, alla Documenta di Kassel (dove fu invitato per la prima edizione del 1955), l'artista concorse a prestigiosi premi come quello promosso dal Carnegie Institute di Pittsburgh, dove fu presente dal 1924 al 1939 e poi nel 1950, e per il quale fu membro della giuria nel 1927.

L'antologica Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americhe si prefigge di analizzare questa composita mappa espositiva, assumendo le Biennali veneziane come punto privilegiato d'osservazione. Sono dodici le edizioni documentate nelle sale della Fondazione, attraverso singole opere (1907, 1910, 1912) o attraverso nuclei cospicui (ciascuno di cinque, sette dipinti) che consentiranno di ricostruire la partecipazione dell'artista alla mostra del 1924, del 1938, del 1942, del 1952, sino alla postuma del 1964.
La mostra è introdotta dal Ritratto della sorella Elvira, con cui Felice Casorati esordì alla Biennale di Venezia del 1907, avviando la sua prima stagione pittorica, caratterizzata da quadri con figura che, secondo canoni ancora naturalistici, declinano il tema delle età femminili: Le vecchie comari del 1908 (Galleria d'Arte Moderna Achille Forti, Verona), inviato due anni dopo a Santiago del Cile, Le ereditiere (MART, Rovereto ? Collezione VAF-Stiftung), esposto alla Biennale veneziana del 1910, Bambina su un tappeto rosso (Museum voor Schone Kunsten, Gent) presentato nell'edizione del 1912 dove fu acquistato dal governo belga. Accanto ad alcuni dei più celebri capolavori ? Ritratto di Maria Anna De Lisi (1918), Tiro al bersaglio (1919), Le uova sul cassettone (1920) ? la mostra rintraccia l'itinerario di scelte compiute dall'artista sul versante interno della pittura e su quello della sua presentazione ufficiale. Ne emerge un Casorati che nelle occasioni importanti privilegia il ritratto.
In mostra la ricorsività del genere sarà sottolineata da una vera e propria "galleria di ritratti": quelli dedicati alla moglie Daphne Maugham, al mecenate Riccardo Gualino e ai suoi familiari, al pianista e compositore Alfredo Casella, alla danzatrice russa Raja Markmann, a Hena Rigotti, all'ingegner Gino Beria, ai coniugi tedeschi Kurt ed Elisabetta Wolff (il cui ritratto giungerà dalla Pinakothek der Moderne di Monaco di Baviera), al pittore e allievo Riccardo Chicco (in prestito dal Museum of Fine Arts di Boston). Familiari, amici, intellettuali, artisti, fanno parte dell'ambiente culturale e cosmopolita che l'artista frequenta lungo tutti gli anni Venti.

Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americhe offre un'occasione unica per ammirare, una accanto all'altra, opere straordinarie normalmente distanti. È il caso della Madre (Neue Nationalgalerie degli Staatliche Museen di Berlino), esposta alla XIV Biennale di Venezia del 1924, che il pubblico vedrà insieme ad alcune delle opere che l'artista decise di presentare allora: Manichini (Museo del Novecento, Milano), il Ritratto di Hena Rigotti (GAM, Torino), il Concerto (RAI, Torino) e i tre Ritratti Gualino, nuovamente riuniti a trent'anni dalla mostra Dagli ori antichi agli anni Venti che li presentò a Torino nel 1982.
Il Ritratto del Maestro Alfredo Casella del 1926, il Ritratto dell'ingegner Gino Beria del 1925-1926 (GAM, Torino) documentano la partecipazione di Casorati al circuito espositivo internazionale della seconda metà degli anni Venti, mentre Ospedale (GNAM, Roma), Gli scolari (Galleria d'Arte Moderna "E. Restivo", Palermo) e Beethoven (MART, Rovereto, Collezione VAF-Stiftung), ricostruiscono parte dell'insieme presentato alla Biennale di Venezia del 1928. Tra le opere esposte nell'edizione del 1930 il Ritratto di fanciulla (Galleria d'Arte Moderna, Genova) e in quella del 1934, Pomodori dello Szépmuvészeti Múzeum di Budapest. La sezione delle opere degli anni Trenta si apre con la Venere bionda del 1933 (Centre Pompidou, Parigi). Esposta nel 1937 nel Padiglione italiano dell'Exposition internationale di Parigi e acquisita dallo Stato francese nel 1938, la tela fu richiesta in prestito nel 1952 per la sala alla Biennale di Venezia che lo stesso Casorati concepì per antologizzare la propria storia pittorica. I prestiti del Detroit Institute of Arts consentiranno di vedere per la prima volta in Italia il Ritratto di mia moglie, esposto al Premio Carnegie nel 1933 e nel 1936, e Icaro, presentato nell'edizione del 1939.
L'importante nucleo di quattro dipinti appartenenti al Museu de Arte Contemporânea da Universidade de São Paulo documenteranno il decennio successivo, registrando al contempo l'esemplare vicenda collezionistica di Francisco Matarazzo Sobrinho, imprenditore e mecenate italo-brasiliano. Alla GAM di Torino appartiene anche la serie di fogli dell'album che raccolgono i minuscoli disegni progettuali con cui Casorati era solito tracciare, con pochi segni essenziali, le idee e le varianti dei suoi futuri dipinti. In questi formati di pochi centimetri, allestiti in un'apposita sezione, il visitatore potrà riconoscere numerose delle opere disposte sulle pareti della mostra. La mostra avrà tra i suoi destinatari sia gli studiosi sia il grande pubblico, accolti negli spazi della Fondazione Ferrero da un articolato programma di visite, incontri e approfondimenti, dalla proiezione di un documentario prodotto ad hoc e dalle attività educative destinate alle scuole, progettate dalla Fondazione in collaborazione con il Dipartimento Educazione della GAM, Torino.

Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americhe è fondata su una approfondita ricerca iniziata nella primavera del 2013. Gli esiti della ricerca confluiranno nel catalogo, curato da Giorgina Bertolino ed edito da Silvana Editoriale. Il volume documenterà e analizzerà le opere esposte e sarà arricchito dai saggi della curatrice, di Sergio Cortesini, Maria Chiara Donini, Ana Gonçalves Magalhães.
Nel periodo di apertura dell'esposizione allestita ad Alba, la GAM di Torino presenterà una selezione di disegni di Felice Casorati, provenienti dal Gabinetto Disegni e Stampe del museo. Organizzata nella Wunderkammer, la mostra Felice Casorati. Il pensiero assorto è curata dal vice-direttore Riccardo Passoni e sarà aperta dal 31 ottobre al 1 febbraio 2015.

WHEN ELEPHANTS COME MARCHING IN - DE APPEL, AMSTERDAM




WHEN ELEPHANTS COME MARCHING IN
Echoes of the Sixties in Today's Art
Curated by Mark Kremer
De AppelArts Centre
Prins Henrikkade 142 - Amsterdam
27 September 2014 - 11 January 2015

Melanie Bonajo (NL), Boyle Family (UK), Hugo Canoilas (PT/AT), Walter De Maria (USA, 1935-2013), Chiara Fumai (IT), Taf Hassam (UK/NL), Carl Michael von Hausswolff (SE), gerlach en koop (NL), Hidenori Mitsue (JP/NL), Emilio Moreno (ES/NL), Xue Mu (CN/NL), Jan van de Pavert (NL), Roland Schimmel (NL) and Michael Stubbs (UK)

We look back on the 1960s as a turbulent era: a period of protest and activism, yearning for freedom, a desire to return to nature, experimentation with drugs, and radical sensory experiences. It saw the birth of two important art movements which have left a long trail through Western art and cultural history: Psychedelia and Conceptualism. They are often regarded as diametrical opposites. Presently Psychedelia – art and other expressions which arose from the urge to expand consciousness – is associated with drug use, the sub- or counter culture, and experimental music. On the other hand, the intellectual Conceptualism – visual art in which the idea is central – is almost synonymous with high art.
Anti-authoritarian hippies and conceptual artists therefore are seldom mentioned in the same sentence, let alone that their thinking and art are considered in the same context. The desire for the wild trip seems to be difficult to unite with striving for the pure idea. But is this separation correct? And how do today's artists, consciously or intuitively, handle this double heritage of the 1960s?

The exhibition When elephants come marching in: Echoes of the Sixties in Today's Art explores how the turbulent 1960s return in contemporary art. Guest curator Mark Kremer selected work by 14 artists, in which diverse ideas and experiences from the 1960s resonate. He reveals that the '60s are of great significance for current art.
Several examples: Melanie Bonajo dips into the world of ayahuasca, a mind-expanding substance that she sees as the LSD of our day. Jan van de Pavert produced a monumental painting with an ode to freedom, while with a minimum intervention gerlach en koop make a confrontational appeal to the powers of imagination. Sensory experience is also interrogated in the exhibition: Carl Michael von Hausswolff invites you to discover the mind-expanding qualities of paint thinner, and Roland Schimmel has visitors rubbing their eyes about what precisely they are seeing.
The title of this exhibition comes from a proposal for the (never realized) Project for Hannover (1970), by the American artist Walter De Maria. For an exhibition of street art he wanted to bring 100 African elephants to Hannover, and have them walk around on specially made paths, as new participants in the life of the city. This work is about scale and strength, but it is only thought that calls this startling image to life.
Initial research for this exhibition was done in 2 MA-workshops focusing on art and ideas of the 1960's at the DAI (Dutch Art Institute), Enschede, during the academic years 2008-2009 and 2009-2010.

JEAN-PIERRE RICHARD: LES JARDINS DE LA TERRE - ÉDITIONS VERDIER 2014




JEAN-PIERRE RICHARD
LES JARDINS DE LA TERRE
suivi de Le toucher des textes et le grain des mots
Éditions Verdier (16 octobre 2014)
collection : Sciences Humaines

On trouvera dans ces pages six lectures assez diverses, de par la nature des écrivains qui y sont pris comme objet de commentaire, assez voisines pourtant par la tenue des partis pris qui s'y sont donné cours, et lieu. Ainsi une description de la chambre sensitive chez Proust, ou une analyse du fleuve fantasmatique pour Giono. Dans le courant d'une lecture qui se voulait à la fois écoute de la lettre textuelle, et reprise de l'ordre profond des paysages, on a rencontré des romancières et romanciers aussi originaux que Daniel Guillaume, Marilyne Desbiolles, Maylis de Kerangal, toutes oeuvres où s'écrit déjà, il me semble, un véritable futur de littérature.
Sans oublier un petit salut final à une forme différente d'écriture, la policière, avec le talent singulier de Fred Vargas. La critique, alors, ici ? Un intérêt sans doute, soutenu, pour ces espaces ambigus, à la fois pulpeux et menacés, que Nietzsche nommait, un peu utopiquement, peut-être, "les jardins de la terre".

DAVID LAPOUJADE: DELEUZE, LES MOUVEMENTS ABERRANTS - ÉDITIONS DE MINUIT 2014




DAVID LAPOUJADE
DELEUZE, LES MOUVEMENTS ABERRANTS
Les Éditions de Minuit (16 octobre 2014)
collection "Paradoxe"

La philosophie de Deleuze se présente comme une sorte d’encyclopédie des mouvements aberrants. Ce sont les figures déformés de Francis Bacon, les non-sens de Lewis Carroll, les processus schizophréniques de l’inconscient, la fêlure de la pensée, la ligne de fuite des nomades à travers l’Histoire, bref toutes les forces qui traversent la vie et la pensée. Mais le plus important, c’est de dégager les logiques irrationnelles de ces mouvements. C’est l’une des grandes nouveautés de son œuvre commune avec Guattari : créer de nouvelles logiques, loin des modèles rationnels classiques, et des modèles du marxisme ou du structuralisme orthodoxes des années 1960-1980.
Ces logiques n’ont rien d’abstrait, au contraire : ce sont des modes de peuplement de la terre. Par peuplement, il ne faut pas seulement entendre les populations humaines, mais les populations physiques, chimiques, animales, qui composent la Nature tout autant que les populations affectives, mentales, politiques qui peuplent la pensée des hommes. Quelle est la logique de tous ces peuplements ?
Poser cette question est aussi une manière d’interroger leur légitimité. Ainsi le capitalisme : de quel droit se déploie-t-il sur la terre ? De quel droit s’approprie-t-il les cerveaux pour le peupler d’images et de sons ? De quel droit asservit-il les corps ? Aux logiques que le capitalisme met en œuvre, ne faut-il pas opposer d’autres logiques ? Les mouvements aberrants ne deviennent-ils pas alors les figures d’un combat contre les formes d’organisation – politique, sociale, philosophique, esthétique, scientifique – qui tentent de nier, de conjurer ou d’écraser leur existence ?