lunedì 24 giugno 2013

CLAUDE QUETEL: MURI - BOLLATI BORINGHIERI 2013

CLAUDE QUETEL
MURI
Un'altra storia fatta dagli uomini
Bollati Boringhieri, 20/06/2013 collana "Saggi"

Quando non sono quelli delle case, i muri sono quasi sempre "strumenti politici". L'esempio più noto è quello che incarnò la guerra fredda: il Muro di Berlino. Ma nella storia del mondo le barriere politiche esistono fin dai tempi più antichi, ed è abbastanza eloquente che non siano mai state tanto numerose come ai giorni nostri. Muri imperiali come la Grande Muraglia cinese o il Vallo di Adriano, muri di separazione come quello tra Israele e i Territori e la Striscia di Gaza, muri dei ghetti e di segregazione - quelli all'interno dei quali vivono i cittadini bianchi del Sudafrica, le peacelines di Belfast o il recente e criticatissimo muro "anticrimine" di via Anelli, a Padova -, muri "di contenimento" come quello che corre lungo il confine del Texas e del Messico, muri di difesa come la Linea Maginot o il Vallo Atlantico, muri commemorativi, e tantissimi altri. Una lunghissima serie di muri corre e s'interseca senza quasi soluzione di continuità lungo tutta la storia umana, e il libro di Claude Quétel ne ripercorre le origini e talvolta la fine, come dimenticare la notte berlinese del 9 novembre 1989 e le picconate di gioia che iniziarono a scalfire il Muro?, ne ricostruisce minuziosamente le vicende, ne rileva puntualmente le conseguenze e talora le ferite dolorose, i danni insanabili, restituendoci con il suo sguardo una originale storia dell'umanità, consapevole che in attesa di un radioso avvenir senza barriere i muri hanno ancora, purtroppo, un brillante futuro. 

ISOLA JAZZ 2013



domenica 23 giugno 2013

WALKER EVANS: DECADE BY DECADE - HUISMARSEILLE, AMSTERDAM


WALKER EVANS
DECADE BY DECADE
Huismarseille
Keizersgracht 401 - Amsterdam
22 June - 1 September 2013

Is there anyone left who would not instantly recognise the terse black-and-white pictures of rural poverty in the US that American photographer Walker Evans made during the Great Depression of the 1930s? The photographs that Walker Evans (1903-1975) made on assignment from the Farm Security Administration have become some of the most iconic images in photographic history. Walker Evans documented America’s day-to-day life ‘with the nuance of a poet and the precision of a surgeon’ (in the words of the Metropolitan Museum) and his immaculate, documentary style found many imitators. He photographed workers on their way to the factory, subway commuters, roadside signposts, wooden churches, and village shops. He also wrote about them. Evans’ reception was long determined by the prominence of this early work. The work he carried out in later decades was rediscovered only in the early 1970s. The exhibition Walker Evans – Decade by Decade – collated by James Crump from the Clark and Joan Worswick collection – includes work from every phase of Walker Evans’ career. The exhibition paints a full portrait of a photographer and an overall picture of an oeuvre that was all but unknown till now.

In cooperation with: Cincinnati Art Museum; Die Photographische Sammlung/SK Stiftung Kultur Köln 

IL TEMPO DELLA MODERNITÀ: PITTURA UNGHERESE 1905-1925 - GALLERIA NAZIONALE D'ARTE MODERNA, ROMA


IL TEMPO DELLA MODERNITÀ
Pittura ungherese 1905-1925
a cura di Mariann Gergely
con la collaborazione di György Szücs
GNAM Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea
viale delle Belle Arti 131 - Roma

In occasione dell’Anno Culturale Ungheria-Italia 2013, lunedì 24 giugno si inaugura presso la Galleria nazionale d’arte moderna la mostra Il Tempo della modernità. Pittura ungherese 1905-1925, a cura di Mariann Gergerly con la collaborazione di György Szücs. L’esposizione è realizzata dalla Galleria Nazionale Ungherese di Budapest (Magyar Nemzeti Galéria).
Attraverso oltre 140 tra quadri, opere su carta, fotografie e documenti, la mostra presenta l’arte ungherese nel tumultuoso periodo storico che corrisponde al primo quarto del Novecento nel suo incontro con la modernità: dal neoimpressionismo alle avanguardie, passando per il cosiddetto Fauvismo ungherese.
Modernità e tradizione, avanguardia e folklore, suggestioni straniere e atmosfere locali: sono questi i due poli intorno ai quali gravita l’esposizione, articolata in sei sezioni dedicate ognuna ad uno dei momenti salienti dell’”epoca d’oro” dell’arte ungherese. Sono gli anni in cui rientra da Parigi il “Nabis ungherese” József Rippl-Rónai, in cui si cominciano a conoscere le canzoni popolari raccolte da Béla Bartók e si pubblicano nuove riviste di arte e letteratura. In quel tempo irrompono sulla scena artistica i pittori che a Parigi avevano seguito gli insegnamenti di Matisse e che - a contatto con l’esperienza della pittura en plein air promossa nella colonia di pittori di Nagybánya - danno vita al “Gruppo degli Otto”. All’esuberanza cromatica degli “Otto” si affianca il rigore intellettuale del costruttivismo ungherese, che si sviluppa al di fuori dei confini nazionali dopo la caduta della Repubblica Ungherese dei Soviet.
La mostra approfondisce inoltre i significativi rapporti con l’Italia. Il più importante è il rapporto con il Futurismo, presentato al meglio a Budapest già nel 1913 con una celebre mostra, mentre negli anni venti è la tensione verso il revival classico ad accomunare le ricerche di molti artisti di entrambi i paesi.
La curatela della mostra è affidata a Mariann Gergely, con la collaborazione di György Szücs, curatore anche del catalogo; responsabile del progetto architettonico è Zsolt Vasáros. Commissario interno della mostra romana è Martina De Luca, storico dell’arte della Galleria nazionale. 

WEIMAR THOUGHT: A CONTESTED LEGACY - PRINCETON UNIVERSITY PRESS 2013


WEIMAR THOUGHT
A Contested Legacy
edited by Peter E. Gordon & John P. McCormick
Princeton University Press, 2013

The book is divided into four thematic sections: law, politics, and society; philosophy, theology, and science; aesthetics, literature, and film; and general cultural and social themes of the Weimar period. The volume brings together established and emerging scholars from a remarkable array of fields, and each individual essay serves as an overview for a particular discipline while offering distinctive critical engagement with relevant problems and debates.
Whether used as an introductory companion or advanced scholarly resource, Weimar Thought provides insight into the rich developments behind the intellectual foundations of modernity.

Peter E. Gordon is the Amabel B. James Professor of History at Harvard University. His books include Continental Divide and Rosenzweig and Heidegger. John P. McCormick is professor of political science at the University of Chicago. His books include Machiavellian Democracy and Weber, Habermas, and Transformations of the European State. 

ANNA MUNSTER: AN AESTHESIA OF NETWORKS - THE MIT PRESS 2013


ANNA MUNSTER
AN AESTHESIA OF NETWORKS
The MIT Press
May 2013

Today almost every aspect of life for which data exists can be rendered as a network. Financial data, social networks, biological ecologies: all are visualized in links and nodes, lines connecting dots. A network visualization of a corporate infrastructure could look remarkably similar to that of a terrorist organization. In An Aesthesia of Networks, Anna Munster argues that this uniformity has flattened our experience of networks as active and relational processes and assemblages. She counters the “network anaesthesia” that results from this pervasive mimesis by reinserting the question of experience, or aesthesia, into networked culture and aesthetics.
Rather than asking how humans experience computers and networks, Munster asks how networks experience—what operations they perform and undergo to change and produce new forms of experience. Drawing on William James’s radical empiricism, she asserts that networked experience is assembled first and foremost through relations, which make up its most immediately sensed and perceived aspect. Munster critically considers a range of contemporary artistic and cultural practices that engage with network technologies and techniques, including databases and data mining, the domination of search in online activity, and the proliferation of viral media through YouTube. These practices—from artists who “undermine” data to musicians and VJs who use intranetworked audio and video software environments—are concerned with the relationality at the core of today’s network experience.

Anna Munster is Associate Professor and a Senior Researcher at the National Institute for Experimental Art at the University of New South Wales. She is the author of Materializing New Media: Embodiment in Information Aesthetics. 

CITTADINI ALL'OPERA ... D'ARTE - PALAZZO DUCALE, GENOVA


CITTADINI ALL'OPERA ... D'ARTE
Palazzo Ducale - Atrio porticato
piazza Matteotti 9 - Genova
dal 20 al 30 giugno 2013

Immagini e documenti per una mostra, organizzata da Tavolidellacultura.net, che vuole valorizzare i diritti di appartenenza, tra cui quello delle identità culturali e dello scambio. L'intento è promuovere progetti per la salvaguardia del patrimonio culturale
Le associazioni culturali che partecipano alla mostra, evento collaterale del Festival Internazionale della Poesia, sono: Associazione Amici Villa Duchessa di Galliera, Genovapiedi, Palatifini,Terzo Millennio-Genova, Scuola Musica Conte, Amici dei Musei e delle Ville di Pegli, Cercamemoria, Guide Turistiche Liguria, Istituto di Studi Liguri,TCI territorio di Genova, ASSEST, Movementi, Pegli Flora, Centro Universitario del Ponente CUP, Associazione Pro Loco Pegli, Lions Club Pegli, Peglilive, Tavolidellacultura.net.