lunedì 27 aprile 2015

GENOVA PORTO DEL MONDO - PALAZZO SAN GIORGIO, GENOVA




GENOVA PORTO DEL MONDO
Palazzo San Giorgio
via della Mercanzia 2 - Genova
dal 28/4/2015

Agli occhi del mondo quello di Genova è sempre stato considerato il porto d'Italia, il vero accesso all'Europa per chi arriva da sud. Oggi Genova è pronta a proporsi come "Porto del mondo". In questa chiave lo scalo ha deciso in occasione di Expo di presentare se stesso agli altri Paesi. Lo fa con una mostra a Palazzo san Giorgio che racconta passato, presente e futuro unendo idealmente due "genovesi del mondo": Cristoforo Colombo e Renzo Piano. 
La mostra è in collaborazione con ANSA

Immagine: Il progetto di Renzo Piano per la nuova torre piloti.
  

LUIGI SQUARZINA - MUSEO BIBLIOTECA DELL'ATTORE, GENOVA 27/4/2015





domenica 26 aprile 2015

ZOE LEONARD: ANALOGUE - MOMA, NEW YORK




ZOE LEONARD
ANALOGUE
curated by: Roxana Marcoci, Drew Sawyer, Nancy Newhall
The Museum of Modern Art MoMA
11 West 53 Street - New York
27/4/2015 - 30/8/2015

The Museum of Modern Art presents Zoe Leonard: Analogue —a landmark photographic installation, which was acquired by the Museum in 2013— in the Donald B. and Catherine C. Marron Atrium from June 27 to August 30, 2015. In 412 color and black-and- white photographs, Analogue (1998–2009) documents the changing landscape of 20th-century urban life as seen in vanishing mom-and-pop stores with decaying facades and quirky hand- written signs and the simultaneous emergence of secondary global markets like the rag trade. Zoe Leonard: Analogue is organized by Roxana Marcoci, Senior Curator, with Drew Sawyer, Beaumont and Nancy Newhall Curatorial Fellow, Department of Photography.
Exploring the two-fold tradition of documentary and conceptual photography, Leonard’s project is positioned within the tradition of the grand visual archives that extend from Eugène Atget’s Paris and Walker Evans’s America, to Ed Ruscha’s Los Angeles and Martha Rosler’s Bowery. The artist began photographing shops in her neighborhood on New York’s Lower East Side in the late 1990s. Over the course of a decade, the project grew to include hundreds of photographs, displayed in serial grids organized into 25 chapters, that follow the global circulation of recycled merchandise—used T-shirts, old-fashioned shoes, discarded Coke advertisements, and old technology like Kodak camera equipment—to far-flung places in Eastern Europe, Africa, Cuba, and Mexico.
Roxana Marcoci says, “Analogue is an urgent document and poetic allegory of globalization and the push for technological innovation, revealing the movement of goods and the homogenization of diverse geographical locations in the 21st century.”
The disappearing storefronts and neglected products are echoed in the obsolete technology the artist used to reproduce them: a vintage 1940s Rolleiflex camera, along with the gelatin silver, chromogenic, and dye-transfer printing processes. Leonard underscores the analog process by not cropping the black frame of the negative from the final 11-by-11” prints, reminding the viewer of the materiality of celluloid film, a format becoming increasingly obsolete in an age of digital technology. The embrace of photography as an analog medium is reinforced in the work's recurrent references to Kodak, photo studios, and graffiti. Analogue is a testament to the loss of both locally owned shops and straight photography.
To date, Analogue has been presented in various formats since it premiered at the Wexner Center for the Arts and Documenta 12 in 2007: as a set of 40 dye-transfer prints, as a book, and as a room-size installation. MoMA is the only institution outside of Europe to own the final installation, completed in 2009 and presented here for the first time.

Zoe Leonard was born in 1961 in Liberty, New York, and lives and works in New York. She has exhibited internationally since the late 1980s and has recently been the subject of solo exhibitions at Chinati Foundation, Marfa, Texas; Dia:Beacon, New York; Fotomuseum Winterthur, Switzerland; Museo Nacional Reina Sofia, Madrid; and the Wexner Center for the Arts, Columbus, Ohio. Her work was included in the 1993, 1997, and 2014 Whitney Biennials and in Documenta 9 (1992) and Documenta 12 (2007).

GIUSEPPE UNCINI: CEMENTO E CEMENTO DISEGNATO - GALLERIA CARDI, MILANO




GIUSEPPE UNCINI
CEMENTO E CEMENTO DISEGNATO
Opere dal 1958 al 2008
a cura di Annamaria Maggi
Galleria Cardi
corso di Porta Nuova 38 - Milano
27/4/2015 - 15/9/2015

Galleria Cardi, galleria d’arte moderna e contemporanea, presenta da martedì 28 aprile a martedì 15 settembre 2015, in coincidenza con Expo Milano 2015, una retrospettiva del grande artista italiano Giuseppe Uncini (Fabriano 1929 – Trevi 2008) realizzata in collaborazione con l’Archivio Giuseppe Uncini.
Curata da Annamaria Maggi, la mostra è pensata per proporre al pubblico un excursus sintetico ma al contempo esaustivo, in grado di offrire una panoramica sulla produzione dell’artista: dai primi “Cementarmati” della fine degli anni ’50, agli ultimi “Artifici” del 2007-2008, passando per i “Ferrocementi”, i “Mattoni”, le “Ombre”, le “Dimore”, i “Muri d’ombra”, gli “Spazi di ferro” e le “Architetture”.
Nella pratica artistica di Giuseppe Uncini è fondamentale e determinante l’idea del 'costruire'.
Gli elementi che Uncini utilizza per le sue opere sono principalmente il cemento e il ferro, materiali che gli permettono di elaborare 'oggetti', che seguono il principio della costruzione architettonica e in cui si fondono magistralmente la forma, il disegno, il progetto e lo spazio, e cioè: pittura, scultura e architettura.
L’artista osserva con attenzione le caratteristiche del processo del costruire, soprattutto negli edifici in calcestruzzo e allo stesso modo realizza le sue opere lasciando a vista le matrici costruttive del cemento, del tondino di ferro, della rete metallica strutturale, nonché le impronte del legno sulla superficie della cassaforma di gettata.
È interessante notare quanto fu corretta l’intuizione critica di Emilio Villa che vide in Giuseppe Uncini un precursore di esperienze poveriste e minimaliste.

Dopo le recenti e importanti esposizioni nei Musei Italiani ed esteri, come l’ultima mostra tenutasi nel 2011 al Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno, a cura di Bruno Corà e Italo Tomassoni, e le importanti antologiche effettuate allo ZKM di Karlsruhe (2008), al MART di Rovereto (2008-2009) e alla Neue Galerie am Landesmuseum Johanneum di Graz (2009), il lavoro di Uncini viene presentato a Milano, alla Galleria Cardi.

VIVIANO DOMENICI: UOMINI NELLE GABBIE - IL SAGGIATORE 2015




VIVIANO DOMENICI
UOMINI NELLE GABBIE
Dagli zoo umani delle Expo al razzismo della vacanza etnica
Il Saggiatore (23 aprile 2015)
Collana: La piccola cultura

Dal 1870 al 1940 l'Europa e gli Stati Uniti celebrarono le magnifiche sorti del mondo occidentale sul palcoscenico delle Esposizioni universali. Poco distante, nei villaggi etnici ricreati accanto ai padiglioni, andava in scena uno spettacolo angosciante: neri armati di lance, donne con i bambini al collo, pigmei, eschimesi, indios, tutti esposti perché i bianchi, i colonizzatori, potessero ammirarli o schernirli, sicuri come erano - come, forse, ancora siamo - del primato della razza bianca, del suo diritto a conquistare e dominare le altre razze.
C'è Sarah, l'ottentotta dalle forme inusualmente pronunciate, esibita come una pruriginosa eccentricità biologica e poi studiata e sezionata come una cavia da laboratorio.
C'è il pigmeo Ota Benga che, nel recinto degli animali, non può sorridere a meno che i visitatori non paghino qualche dollaro per vederne i denti aguzzi.
C'è capo Geronimo, mostrato vinto e sconfitto perché nessuno dimentichi mai l'inferiorità degli indiani d'America.
E ci sono le altre migliaia di esseri umani i cui nomi non sono mai stati registrati, tanta era la considerazione riservata alla loro dignità personale.
A una prima, superficiale analisi può sembrare un fenomeno lontano nel tempo, da cui la nostra società ha ormai preso le doverose distanze, ma l'ultimo zoo umano risale al 2005, e il turismo della povertà che tanto successo riscuote in questi ultimi anni ripropone la medesima logica.

Prefazione di Gian Antonio Stella.

MARCO ROMANO: LA PIAZZA EUROPEA - MARSILIO 2015




MARCO ROMANO
LA PIAZZA EUROPEA
Marsilio (16 aprile 2015)
Collana: I nodi

Le strade e le piazze costituiscono la sfera collettiva del nostro vivere la città, piccola o capitale che sia. Di queste strade, e soprattutto di queste piazze, è urgente riesumare la nozione, sia per tentare di porre rimedio alle "malefatte" del passato sia per non riprodurle in avvenire. Tassello fondamentale di questo programma è una precisa cognizione del significato delle piazze nella dimensione simbolica della città. Se oggi si tende a riconoscere una piazza soltanto nel suo aspetto materiale - uno spazio racchiuso da una cortina di case -, in realtà ogni singola piazza progettata e costruita nel passato aveva un suo significato, e proprio la familiarità con tale significato le rendeva riconoscibili a tutti i cittadini. In questo saggio Marco Romano si propone di evocare il senso originario delle varie piazze comparse nel corso del tempo: la piazza principale, quella del mercato, il prato della fiera, la piazza conventuale, quella della chiesa, quella dello Stato, la piazza monumentale, lo square, la piazza nazionale. Un compito non facile, perché a quello iniziale si sovrappongono nei secoli molti altri significati. Pertanto il libro non segue il filo rigoroso di una storia, ma diventa un dialogo incessante tra presente e passato, tra testo e immagini, alle quali è affidato il compito di evocare, come semplice traccia, ciascuno di questi sensi stratificati.

LORENZO BAGNARA: 1926, LA NASCITA DELLA GRANDE GENOVA - PALAZZO DUCALE, GENOVA 27/4/2015




La città stratificata
LORENZO BAGNARA
1926, ANNESSIONE DEI 19 COMUNI DELLA 'CINTURA' CITTADINA
Nascita della Grande Genova
Palazzo Ducale - Sala del Maggior Consiglio
piazza Matteotti 9 - Genova
lunedì 27 aprile 2015, ore 17,45