sabato 25 aprile 2015

ABRAHAM CRUZVILLEGAS: AUTODESTRUCCIÓN 8: SINBYEONG - ART SONJE CENTER, SEOUL




ABRAHAM CRUZVILLEGAS
AUTODESTRUCCIÓN 8: SINBYEONG
curated by Samuso
Art Sonje Center
87 Yulgok-ro 3-gil, Jongno-gu - Seoul
11/4/2015 – 26/7/2015

Art Sonje Center presents Autodestrucción8: Sinbyeong, the first solo exhibition of Abraham Cruzvillegas to be held in Korea and also the commemorating show of his being awarded the fifth Yanghyun Prize in 2012.
Autodestrucción8: Sinbyeong is the eighth episode of the artist’s “autodestrucción” series, an ongoing project of Cruzvillegas since 2012 that combines various languages of literature, philosophy, and music in various localities around the world. For this exhibition, Cruzvillegas presents new works in which he reuses waste and daily objects collected from redevelopment areas in Seoul. It is through such recycling that the artist generates new possibilities and novel images for the seemingly useless objects that have lost their original functionality. It is in this context of transformation that sinbyeong, a particular spiritual experience, has been added as the subtitle of this show. The artist employs as the ground metaphor of his exhibition this space of a rite of passage, or space of mediation, that one has to pass through in order to metamorphose from one being to another.
In the artist’s note for Autodestrucción8: Sinbyeong, Cruzvillegas introduces the eminent avant-garde Mexican poet Jorge Cuesta and his posthumously published poem Song to a Mineral God. In this representative piece of a poet that had pursued radical transformation and alteration of chemistry using his own body, Cuesta pronounces the autonomy of language by taking on the perspective of animism to liberate the language from the sentiments of the poet and allowing room for it to reveal the feelings of its own. It is through the artist’s note that Cruzvillegas borrows such stance of Cuesta and seeks a liberation and transformation of language.
For Autodestrucción8: Sinbyeong, Art Sonje Center has held on to the leftover debris from its past exhibitions throughout the year, and also collected detritus from redevelopment neighborhoods around Seoul. The artist used such materials to create new works during his two-week stay in Seoul, with the help of artists and art students in Korea. Furthermore, upon a barren space of Art Sonje Center that has torn down parts of its walls to portend its upcoming renovation, Cruzvillegas uses video, sound, performance, and traces to reconstruct the memory of his parents’ house in Ajusco, Mexico. In the meanwhile, Art Sonje Center has hosted a series of “Monday Workshops” consisting of interviews and lectures of curators, sociologists, and artists. A documentation of such pre-events and the making process of the exhibition is to be published within the exhibition period.

Abraham Cruzvillegas is a member of The International Taoist Tai Chi Society, studied Pedagogy in the National University of Mexico, and was a member of Gabriel Orozco’s workshop from 1987 to 1991. He also participated in diverse artist run projects, like Temístocles 44, La Panadería and he is also the founder of La Galería de Comercio in 2010. His work has been exhibited in solo exhibitions worldwide, including a major exhibition Abraham Cruzvillegas: The Autoconstrucción Suites at the Walker Art Center in 2013 which traveled to the Haus der Kunst, Münich (2014); Fundación colección Jumex, Mexico City (2014) and Museo Amparo, Puebla, Mexico (2014). He has also participated in Documenta 13, Kassel, Germany in 2012; Gwangju Biennial also in 2012; 10th Havana Biennial in 2009; and the 50th Venice Biennial in 2003. Cruzvillegas was awarded the Yanghyu

TAUBA AUERBACH - CHARLOTTE POSENENSKE: RECIPROCAL SCORE - INDIPENDENZA STUDIO, ROMA




TAUBA AUERBACH - CHARLOTTE POSENENSKE
RECIPROCAL SCORE
Indipendenza Studio
via dei Mille 6 - Roma
23/4/2015 - 11/7/2015
Indipendenza, STANDARD (OSLO) e Mehdi Chouakri sono lieti di annunciare l’inaugurazione di Reciprocal Score, la doppia mostra personale di Tauba Auerbach e Charlotte Posenenske.
Ispirandosi alla nozione di autentica co-autorialità proposta dalla serie Square Tubes DeDW di Posenenske (ogni volta che queste opere vengono esposte i vari componenti sono assemblati in configurazioni determinate di volta in volta dal curatore, dal collezionista, dal pubblico o, come in questo caso, da un artista) Auerbach ha tentato di realizzare una mostra che prendesse la forma di un dialogo, ma senza un reale iniziatore. Ogni singolo lavoro è allo stesso tempo richiesta e risposta – una partitura che l’altro è invitato a suonare.
Dopo vari soggiorni preparatori a Roma, Auerbach ha voluto accogliere nella mostra le strutture architettoniche e gli elementi ornamentali colti durante le sue visite della città. Movimenti serpeggianti, circolari ed elicoidali emergono dalla geometria di angoli retti delle opere intessute di Auerbach e dal profilo quadrato dei componenti industriali di Posenenske.

La mostra Reciprocal Score sarà accompagnata da un libro con lo stesso titolo, realizzato con plotter da taglio, timbrato in gomma e pubblicato da Diagonal Press, la casa editrice di Tauba Auerbach.

Tauba Auerbach (nata nel 1981) vive e lavora a New York. Nelle sue opere più recenti ha indagato questioni relative alla topologia, alle dimensioni spaziali superiori e alla chiralità. Opere di Tauba Auerbach sono presenti in prestigiose collezioni museali tra cui ricordiamo quella del MoMA, del Whitney Museum of American Art, del Walker Art Center e del Centre Pompidou. La sua mostra personale più recente ha avuto luogo presso l’ICA a Londra. L’artista è rappresentata da STANDARD (OSLO) e Paula Cooper Gallery, New York.
Charlotte Posenenske (1930 Wiesbaden – 1985 Francoforte), attiva in Germania negli anni ‘50 e ‘60, è considerata una figura chiave a cavallo tra l’Arte Minimalista e l’Arte Concettuale.
Nel 1967 l’artista creò la serie Vierkantrohre, sculture modulari realizzate in acciaio galvanizzato o cartone ondulato, basate sulla manifattura industriale e sulla produzione di massa, i cui elementi possono essere combinati liberamente senza alcuna istruzione specifica.
Un anno dopo decise di porre termine alla sua carriera artistica, nel pieno del clima politico e sociale del 1968, affermando che l’arte non avrebbe mai avuto un adeguato impatto sociale. 

JOSEPH ROTH: L'AVVENTURIERA DI MONTECARLO - ADELPHI 2015




JOSEPH ROTH
L'AVVENTURIERA DI MONTECARLO
Scritti sul cinema (1919 - 1935)
Adelphi (16 aprile 2015)
Collana: Piccola biblioteca Adelphi

Il cinema è non solo presenza ricorrente nella narrativa di Roth, ma anche oggetto di splendidi feuilleton e recensioni - nell'insieme un centinaio di interventi, compresi per lo più fra il 1919 e l'inizio degli anni Trenta, di cui si offre qui una ampia e rappresentativa scelta. Appassionato di Buster Keaton, capace di liquidare il sentimentalismo di un'epoca intera, cultore di documentari e film etnologici, Roth sa essere sferzante come pochi e non risparmia perfidi strali a osannati registi, si chiamino Lang o Ejzenstejn né, ovviamente, ai più turgidi colossal: come "Messalina", contraddistinto da "una noia colossale", sicché, egli confessa, "abbiamo il nostro bel daffare a tenerci svegli. Ci sentiamo stanchi come dopo una festa di matrimonio o un banchetto funebre durati giorni e giorni". Quando visita i set, poi, è un grandioso, rutilante bestiario che si offre al suo sguardo implacabile: registi onnipotenti, operatori pedanti, comici presenzialisti, ricchi produttori, dive irresistibili e tiranniche che si scelgono ruoli cuciti sul loro corpo: senza che di quel corpo "il povero sceneggiatore abbia potuto cogliere anche un solo barlume". Ma quel che più conta è forse l'attenzione, acutissima e preveggente, rivolta sin dai primi testi alla capacità del cinema di creare simulacri: i meravigliosi prodigi dello schermo significano per Roth che la realtà, così ingannevolmente imitata, non era poi tanto difficile da imitare...

NICOLA CHIAROMONTE, IGNAZIO SILONE: L'EREDITÀ DI TEMPO PRESENTE - FAHRENHEIT 451 2015




NICOLA CHIAROMONTE
IGNAZIO SILONE
L'EREDITÀ DI TEMPO PRESENTE
a cura di Goffredo Fofi
Fahrenheit 451 (15 aprile 2015)
Collana: Roma/Incontri

1956: nasce la rivista "Tempo Presente". Fondata e diretta da Chiaromonte e Silone, è stata una delle esperienze più interessanti, coraggiose, deliberatamente eretiche della cultura italiana del periodo. Il loro pensiero appare oggi attualissimo, nella tenace difesa della ragione democratica contro ogni forma di dittatura, di malafede o di autoritarismo. Interventi di: Federica Bellincata, Nicola De Cilia, Francesco De Core, Bruno Falcetto, Marcello Flores, Goffredo Fofi, Giancarlo Gaeta, Vittorio Giacopini, Gustaw Herling, Filippo La Porta, Michael Lswy, Marino Sinibaldi.

MARINA FIRPO: I FIESCHI. FEUDALITÀ E ISTITUZIONI - SAGEP 2015




MARINA FIRPO
I FIESCHI
Feudalità e istituzioni Il Liber privilegiorum (1227-1465) - volume I
SAGEP (16 febbraio 2015)
Collana: Fondazione Conservatorio Fieschi

Questa raccolta di documenti, pubblicati per la prima volta, rappresenta un unicum nella storia genovese. Si tratta di un manoscritto conservato in un archivio privato che raccoglie diplomi imperiali e bolle pontificie emanati fra XIII e XV secolo in favore dei conti di Lavagna e, particolarmente, dei Fieschi, famiglia tra le più eminenti appartenente al clan, oltre ad accordi tra questi e il comune di Genova e il ducato di Milano, sentenze di arbitri e giuristi per il riconoscimento dei privilegi goduti da questo antico casato.
Un viaggio attraverso i secoli che porta il lettore a seguire il complesso rapporto di incontro/scontro tra le nascenti istituzioni comunali genovesi e le signorie territoriali pronte a difendere i loro diritti e privilegi, in quella differenziata dialettica che mette a confronto le autonomie fiscali di prerogativa signorile con l’affermarsi delle autonomie locali.

Marina Firpo, laureata presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Genova con una tesi di ricerca in Storia dell’Arte Medievale, nel 1996 ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Storia Medievale presso la Scuola Superiore di Studi Storici dell’Università di San Marino con una tesi diretta dal prof. Jacques Le Goff dell’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi.

venerdì 24 aprile 2015

ANTHONY GORMLEY: HUMAN - FORTE BELVEDERE, FIRENZE




ANTHONY GORMLEY
HUMAN
a cura di Sergio Risaliti e Arabella Natalini
Forte di Belvedere
via S. Leonardo - Firenze
25/4/2015 - 27/9/2015

Dal 25 aprile Firenze ospita le opere di Antony Gormley, uno dei più apprezzati scultori viventi. La mostra dal titolo Human, segue i grandi successi delle esposizioni di Zhang Huan (2013) e Giuseppe Penone (2014), dopo la riapertura del Forte di Belvedere nel 2013. Curata da Sergio Risaliti e Arabella Natalini, Human vede riunite più di cento opere di Gormley nelle sale interne della palazzina, sui bastioni, sulle scalinate e le terrazze, occupando ogni lato della fortezza cinquecentesca con le sue straordinarie viste sulla città e le colline circostanti. Tra le opere in mostra l’importante installazione Critical Mass, un “anti-monumento che evoca tutte le vittime del XX secolo”. L’opera fu ideata originariamente nel 1995, per un vecchio deposito di tram a Vienna, per “attivare l’intero edificio e farne un punto di riflessione su un momento buio della storia della Germania”. Visibile sulla terrazza inferiore del Forte, Critical Mass, acquisisce una nuova forza nel confronto con la città rinascimentale, la storia dell’umanesimo e la continua e onnipresente relazione tra denaro e potere militare.

Spiega l'autore: “Sul terrazzo più basso del Forte le 12 figure sono installate in senso lineare e progressivo dalla posizione fetale a quella per osservare le stelle richiamando l’ “ascesa dell’uomo”. All’estremo opposto, occidentale, del terrazzo più basso si trova un ammasso confuso degli stessi corpi. Qui oggetti industriali in ferro sembrano abbandonati, ognuno dieci volte la densità relativa di un corpo umano vivente, riflette la zona d’ombra che inevitabilmente accompagna ogni concetto del progresso umano, mettendo lo spettatore davanti ad un’immagine evocativa del conflitto del secolo scorso. Questa dialettica tra desiderio e inettitudine è la tensione che sottende in modo capillare tutta la mostra.”
Le figure più naturalistiche di Critical Mass, derivate da modelli presi direttamente dal corpo dell’artista, sono in dialogo con le recenti opere conosciute come Blockworks, che restituiscono l’anatomia umana attraverso volumi architettonici mentre ogni scultura è posizionata per entrare in risonanza con la struttura del Forte.
Dice l’artista: “Il Forte è un esemplare straordinario di trasformazione: una collina naturale trasformata in manufatto da Ferdinando de’ Medici. Per lungo tempo è stato associato all’arte contemporanea, spesso usato come contesto monumentale per opere monumentali. Piuttosto che inserire altre opere il cui intento è di misurarsi con la spazialità del luogo, ho scelto di esporre opere a misura d’uomo che permettano alla forma e alla sostanza di questa notevole costruzione di esprimersi …”. E ancora: “[…] HUMAN fa aprire il Forte di Belvedere attraverso l’agopuntura scultorea: le opere sono dislocate in modo diffuso e capillare al fine di catalizzare le masse interiori, le costrizioni ed il panorama che si gode da questo luogo. Nel trovare i luoghi adatti a creare questi confronti e allusioni, a creare ostacoli ed occasioni per fermare i visitatori nel loro peregrinare, cerco di incoraggiarli a ripensarsi e di ripensare il modo in cui si misurano con gli spazi che hanno intorno”.
La grande esposizione che vede la ridefinizione della figura umana, trova la sua collocazione “naturale” a Firenze, città nella quale, tra Quattrocento e Cinquecento, artisti come Donatello, Michelangelo, Bandinelli e Cellini si sono dedicati allo studio della rappresentazione dell’uomo “ideale” in rapporto all’architettura. Human rinnova e conferma la determinazione della città a promuovere la cultura contemporanea, cercando una cruciale interazione tra la Firenze del Rinascimento e la città attuale in uno stretto dialogo tra scultura e una nuova concezione dell’ambiente antropico.

Antony Gormley è ampiamente acclamato per le sue sculture, installazioni e opere d’arte pubblica che indagano il rapporto tra il corpo umano e lo spazio. Il suo lavoro ha sviluppato il potenziale aperto dalla scultura a partire dagli anni sessanta del secolo scorso attraverso un impegno critico sia con il proprio corpo che con quello degli altri affrontando questioni fondamentali relative alla posizione degli esseri umani in rapporto con la natura e il cosmo. Gormley cerca continuamente di identificare lo spazio dell’arte come luogo del divenire in cui possono nascere nuovi comportamenti, pensieri e sentimenti. I lavori di Gormley sono stati ampiamente esposti in tutto il Regno Unito e a livello internazionale con mostre: Zentrum Paul Klee, Berna (2014); Centro Cultural Banco do Brasil, São Paulo, Rio de Janeiro e Brasilia (2012); Deichtorhallen, Hamburg (2012); museo dell’eremo, St Petersburg (2011); Kunsthaus Bregenz, Austria (2010); Hayward Gallery, Londra (2007); Malmö Konsthall, Svezia (1993) e Louisiana Museum of Modern Art, Humlebæk, Danimarca (1989). Ha inoltre partecipato a importanti mostre collettive come la Biennale di Venezia (1982 e 1986) e Documenta 8, Kassel, Germania (1987). Opere pubbliche permanenti includono l’Angel of the North (Gateshead, Inghilterra), Another Place (Crosby Beach, Inghilterra), Dentro Australia (Lake Ballard, Western Australia) e Exposure (Lelystad, Olanda). Gormley è stato insignito del Turner Prize nel 1994, il South Bank Prize for Visual Art nel 1999, la Bernhard Heiliger Premio per la Scultura nel 2007, il Premio Obayashi nel 2012 e il Praemium Imperiale nel 2013. Nel 1997 è stato nominato Ufficiale dell’Iimpero Britannico (OBE) e Cavaliere [Sir] dalla Regina Elisabetta II nel 2014 nella tradizionale carrellata di nuovi titoli nobiliari erogati a capodanno. E’ membro onorario del Royal Institute of British Architects, nonché dottore honoris causa dell’Università di Cambridge e Fellow di Trinity College e Jesus College della stessa Università. E’ Accademico Reale dal 2003 e membro fiduciario del consiglio di amministrazione del British Museum dal 2007. Antony Gormley è nato a Londra nel 1950.

Immagine: Antony Gormley, Critical Mass 

VALIE EXPORT: METANOIA - TANJA GRUNERT GALLERY, NEW YORK




VALIE EXPORT
METANOIA
Tanja Grunert Gallery
33A Orchard Street - New York
25/4/2015 - 31/5/2015

Tanja Grunert Gallery is pleased to present METANOIA a solo installation of 29 video performances by Austrian artist VALIE EXPORT. Composed by EXPORT, the collection includes avant-garde films, structural movies, performance videos, video poems, video body actions and experimental films from 1968–2010. METANOIA represents the artist’s most important work in film and video and demonstrates the wide range of her media oeuvre.
The title of the exhibition comes from the Greek word Metanoia, which has various meanings: meta (=after/post or beyond) + noia, which comes from the Greek nous (=mind) and refers to something post-logical, beyond reason. In modern Greek the word has come to mean “redemption”, which implies a religious meaning. Included in this exhibition will be one of EXPORT’s early performance videos, “Man & Woman & Animal” (1970-73) which looks into the religious and historical construction of gender, its dualisms and ecclesiastical power mechanisms. Noted video works such as “Cuts/Elements of Observation” (1973), “Hyperbulia” (1973) and “Syntagma” (1983) alongside some video poems accentuate EXPORT’S experimental language of video and performance art.
Being a pioneer of conceptual media art, EXPORT's work explores feminist theories and challenges social and political topics. Working across media in body performances, video installations, and expanded cinema, her early guerilla performances have attained an iconic status in feminist art history. She provoked thought about the passive role of women in cinema and confrontation of the private nature of sexuality with the public venues of her performances. METANOIA is an extension of EXPORT’s active engagement with feminism and her desire to experiment in different languages, incorporating body language, structuralism and sexual politics.

Valie Export is an Austrian-based artist working on video installations, body performances, expanded cinema, computer animations, photography, and sculptures since 1968. Before her political and artistic revolution, Export was a mother and a wife. In 1967, she changed her name to VALIE EXPORT, shedding her father’s and husband’s names and appropriating her new surname from a popular brand of cigarettes. With this gesture of self-determination, EXPORT emphatically asserted her identity within the Viennese art scene, which was then dominated by the taboo-breaking performance art of the Vienna Actionists such as Hermann Nitsch, Otto Mühl, and Rudolf Schwarzkogler. Like her male contemporaries, she subjected her body to pain and danger in actions designed to confront the growing complacency and conformism of postwar Austrian culture. But her examination of the ways in which the power relations inherent in media representations inscribe women’s bodies and consciousness distinguishes VALIE EXPORT’s project as unequivocally feminist. Since 1995/1996 she has held a professorship for multimedia performance at the Academy of Media Arts Cologne.
Valie Export has participated in solo and group exhibitions at museums internationally including Centre Georges Pompidou, Paris; The Museum of Modern Art, New York; Institute of Contemporary Art, London; Venice Biennale, Venezia; documenta, Kassel; MoCA, Los Angeles; Stedelijk Museum, Amsterdam; MUMOK, Vienna; Generali Foundation, Vienna; P.S.1 Contemporary Art Center, New York; Shanghai Art Museum, Shanghai;Palais des Beaux-Arts, Bruxelles; Tate Modern, London; Metropolitan Museum of Art, Seoul, Korea; Metropolitan Museum, New York; Ars electronica, Linz/Austria. Her works are included in collections such as Centro Pompidou, Paris, Tate Modern, London, Reine Sophia, Madrid, MOMA, New York, MOCA, Los Angeles.

Image: Valie Export METANOIA , 2011 DVD - Edition 29 DVDs of various performances and films.